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@ LA VIA MEDIANA PER LA CANAPA di Indy Stroppa

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Le cifre parlano chiaro: in Svizzera sono settecentomila gli estimatori di canapa e in Italia superano i dieci milioni.
Si tratta di cifre semi ufficiali. L'Ufficio Federale della Sanita' (l'ufficio svizzero preposto al controllo della salute pubblica), ammette che la percentuale dei consumatori abituali e saltuari di canapa si aggira intorno al 6% della popolazione.

Queste persone sono, sotto tutti i punti di vista integrate nella societa', vivono e lavorano come ogni persona <normale>, malgrado le leggi italiane e svizzere recitino che il consumo e la vendita di canapa e dei derivati sono da considerarsi vietati.

La <medicina ufficiale> ha da qualche anno decretato che la canapa e' sicuramente meno dannosa in termini sociali e di salute che non l'alcool e il tabacco e non da dipendenza.
Negli scorsi anni, nella, per certi versi rigidissima ed osservantissima Confederazione Elvetica, sono proliferati oltre centinaia di micro attivita' che si dedicano alla produzione e lavorazione della canapa.

Tutto cio' in Svizzera e' stato reso possibile dall'inadeguatezza della legge che ha consentito per svariati anni la vendita, sotto mentite spoglie di sacchetti profumati, deodoranti e tisane di canapa.

Assocanapa.org, l' associazione  trans-nazionale fondata a Lugano nel 1998,  stima che nel 2001 la cifra d'affari complessiva in Svizzera del settore dei <pionieri della canapa>, ha superato il miliardo di franchi svizzeri e nel 2002 ha sfiorato la soglia dei due miliardi ( 1 miliardo e quattrocentomilioni di euro).

Da cio' se ne deduce che, dietro quella che si potrebbe agevolmente definire <l'industria svizzera della canapa> c'era un grosso giro di affari di grande dimensione effettiva, oltre che potenziale.

A questo punto, dopo aver preso conoscenza dei costi sociali imponenti, addirittura drammatici, causati da quelle vere e proprie <droghe> pesanti che provocano dipendenza e anche mortalita' e che dalla Legge vengono definite: droghe che mettono in pericolo la vita, (cocaina, eroina e le nuove droghe sintetiche, e, non si dimentichi che in Svizzera ed in Italia, almeno il 6% della popolazione e' dedita al consumo regolare e smodato, dunque all'abuso e alla dipendenza da alcool, mentre il 4% è dipendente da psicofarmaci e sonniferi), non si puo' non soffermarsi, su quelli che appaiono essere i limitati danni prodotti invece dall'uso di cannabis e dei suoi derivati, anche e soprattutto nella mancanza di dipendenza.

Per ritornare al punto dal quale siamo partiti, possiamo affermare, che in Svizzera allorquando si decidera' di liberalizzare la coltivazione ed il commercio di canapa, si arriverebbe in breve ad una cifra di affari annua di oltre tre miliardi, con un equivalente di oltre cinquemila posti di lavoro piu' l'indotto turistico.
I Cantoni maggiormente beneficiati per le caratteristiche geofisiche sarebbero: Ticino, Grigioni e Vallese.

Una realta' che per la sua entita' e particolarita', dovrebbe essere sottoposta al controllo dello Stato. Anche e soprattutto per evitare che piccole e grandi cifre finiscano per entrare nelle tasche di <multinazionali> della droga, di piccoli e grandi furbacchioni di turno, capaci di guadagnare cifre astronomiche solo perche' un bel giorno lo Stato ha deciso di abdicare ai suoi compiti.

La canapa e i suoi derivati vanno regolamentati in una simil regia degli alcoolici: la regia della canapa.
I fondi agricoli destinati alla coltivazione di canapa, vanno contingentati ed affidati in modo particolare ai piccoli agricoltotori di montagna e nelle zone periferiche depresse economicamente, onde risollevare le sorti dell' agricoltura di montagna e riattivare il turismo ecologico, bio e <green>.

La legalizzazione stimolerebbe gli interessi dei contadini, tradizionalmente prudenti e non disposti ora a correr rischi nell' introdurre la canapa fra le loro colture, a sostegno del loro bilancio economico e spezzerebbe il monopolio istaurato dai soliti noti.

Una <via mediana per la canapa>,  è realizzabile, la proposta dell' associazione degli estimatori di canapa svizzera: assocanapa.org, consiste nell'emanare una legge che tenga conto dei diritti di settecentomila cittadini ingiustamente criminalizzati dal Codice Penale.

Bisogna combattere  quell' interessata ignoranza sulla materia, che fa' comodo solo a chi gestisce un potere politico consociativo che ci vuol far credere che i problemi della gente stanno nel divieto di fumare nei locali pubblici e nel proibire <gli spinelli>, consentendo loro di rifuggire le discussioni sull' assenza di progettualita' politica di questa classe politica dirigente.

Non riteniamo Amstierdam sia un modello, pensiamo che si possa regolamentare il settore cosi' come ne sono stati regolamentati altri nella loro originalita' (per esempio gli sexy shop), con semplici accorgimenti dettati dal buon senso  ed al buon gusto, relativamente a vetrine ed esposizioni degli articoli, al controllo di quanto si mette in commercio e a chi viene venduto (riferito all'eta' dei clienti).

Come genitori, dobbiamo renderci conto che l'educazione dei nostri figli non possiamo delegarla completamente alla scuola: genitori e scuola debbono abituarsi all' idea che la trasgressione dei giovani del 2000 e' lo spinello, non piu' la sigaretta o il birrino.
La societa' e' in evoluzione, i costumi pure, cosi' anche il margine di tolleranza e di prevenzione, devono crescere in pari misura.

Oltre tutto la separazione dei mercati, quello delle sostanze ludiche (canapa) da quello delle droghe pesanti, consentirebbe paradossalmente, una maggior tutela dei giovani, non piu' costretti ad acquistare per strada da negri, pseudo rifugiati o mafiosi, e favorirebbe l'operato di Magistratura e Polizia, confrontati come sono con l'emergenza cocaina e pasticche chimiche. Mentre il mercato dell' eroina, non subisce flessioni. Dopo le vicende Afghane, ha ripreso fiato e a  Zurigo l'eroina viene acquistata dai pendolari a 25 franchi svizzeri al grammo, mentre nei Centri per i Rifugiati, costa poco piu' del doppio.

Non dimentichiamoci poi che in Svizzera all'anno per la repressione vengono spesi oltre ottocento milioni di franchi (1998), mentre per la prevenzione ne vengono spesi solo venti...

Oltretutto spesi male, perche' vanno a finire in campagne pubblicitarie sterili commissionate ad <altri> soliti noti senza competenze se non quella di essere cittadini di Serie A... quelli con le tessere di partito o di quelli che hanno la Famiglia <giusta>, il Ticino insegna.

E allora che si cominci a parlar chiaro in materia di droghe e dipendenze, scoperchiamo il pentolone putrido del metadone e della distribuzione controllata di eroina, e si trattino le sostanze ludiche per quello che sono e si affronti il problema per quello che e'.
Indy Stroppa

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