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RASSEGNA STAMPA Via i coperchi e si convochi il vescovo in Procura di Matteo Caratti direttore de La Regione Ticino
E dàgli col piccone. Ci riferiamo alle dichiarazioni di monsignor Grampa, vescovoeditore, fatte ieri al radiogiornale delle 12.30 sull'inchiesta penale che vede coinvolto il GdP per la presunta gonfiatura della tiratura. ' C'è da domandarsi - si è chiesto Grampa - perché poi di questo vien perseguito solo il Giornale del Popolo; da domandarsi se non c'è qualche volontà di vendetta trasversale, perché credo che se si volesse indagare su questo, in tutto il giro della stampa, forse tirando su qualche altro coperchio, le sorprese non sarebbero da meno'. Piccone o forse, meglio, addirittura bazooka? Comunque sia: come lasciare lì ferme a mezz'aria affermazioni tanto offensive nei confronti della magistratura, nonché delle testate concorrenti? Impossibile. E allora eccoci pronti a rispondere. Pronti a non lasciare che si cerchino disperatamente pagliuzze negli occhi altrui, dopo che la trave nel proprio sta per apparire in tutta la sua evidenza. ' Ah, se si volesse indagare. Ah, se si tirasse su qualche altro coperchio.', due frasette acuminate, che insinuano un velenoso dubbio: che il Ministero pubblico abbia scelto di aprire un'inchiesta penale solo nei confronti del quotidiano della Curia, cedendo alla pressione di desideri di vendetta e omettendo intenzionalmente di verificare analoghe posizioni irregolari presenti nel resto della stampa scritta. Lasciamo volentieri al Ministero pubblico il compito di difendersi da tali attacchi. Attacchi che sino a ieri pensavamo essere prerogativa del dibattito politico della vicina repubblica, o nel nostro Cantone penoso strascico di qualche spacconata minacciosa dei capoccia leghisti d'antan. Ci preme invece dire ad alta voce che le dichiarazioni del vescovo costituiscono notizia di reato. Ovvero: a suo dire vi sarebbero altre analoghe posizioni irregolari nel resto della stampa e altri coperchi da scoperchiare con altri editori che potrebbero aver commesso reati penali ( falsificazione di documenti? truffe?) nel presentare la documentazione per il computo degli abbonati. Ah sì? E allora avanti: chiediamo formalmente che, di fronte a tale notizia di reato, la magistratura citi chi ha lanciato pubblicamente tali accuse come persona informata dei fatti di rilevanza penale. Forza, coraggio, che si proceda spediti e senza indugio. Che si citi monsignor Grampa, che si verbalizzino le sue accuse e poi si traggano le dovute conclusioni. Noi dal canto nostro siamo più che tranquilli e disposti a fornire alla magistratura tutta la documentazione necessaria. Ci auguriamo che anche il Corriere del Ticino, pur ormai socio in affari del GdP, sia rimasto altrettanto stupito e offeso dalle insinuazioni dell'alleato vescovo- editore e che la testata luganese non mancherà di mettersi, se del caso, a completa disposizione della magistratura. Infine, ci conceda caro vescovo, a Gordola si è atteggiato da quasi procuratore pubblico; la scorsa settimana diceva di non aver ancora pensato al nuovo direttore del GdP mentre ne aveva già interpellato almeno uno coi baffi; questa settimana il piccone colpisce all'insegna del ' così fan tutte'. Come inizio non è davvero male!
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