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LA RISPOSTA ISRAELIANA AGLI ATTACCHI TERRORISTICI PALESTINESI Nonostante l'opposizione dei ministri laburisti, il governo israeliano - al termine di una riunione di cinque ore che si è protratta nella notte - ha diramato un comunicato di totale rottura con Yasser Arafat e l'Autorità nazionale palestinese. Quest'ultima viene definita "un'entità che sostiene il terrorismo", che verrà affrontata come tale. "Il governo - si legge nel comunicato finale - ritiene che i i micidiali e crudeli attacchi terroristici dell'ultimo fine settimana dimostrino la ferocia dei nostri nemici, e richiedano un'attività su più vasta scala di quella intrapresa finora contro il terrorismo palestinese". I ministri laburisti non hanno preso parte al voto sul dispositivo finale. La riunione si è svolta dopo che per tutta la giornata mezzi dell'esercito e dell'aviazione israeliana avevano colpito edifici palestinesi a Gaza e Jenin, in risposta agli attentati del fine settimana che hanno provocato la morte di 25 civili israeliani e tre attentatori palestinesi, e il ferimento di circa 200 persone. Nel corso della serata, inoltre, i carri armati israeliani si sono spinti all'interno della città di Ramallah, in Cisgiordania, fino a poche centinaia di metri - entro il loro raggio di fuoco - dalla sede dell'Anp che ospitava Yasser Arafat. Nei bombardamenti di lunedì - che hanno colpito edifici dell'Anp e l'aeroporto di Gaza, e che hanno distrutto tre elicotteri solitamente utilizzati da Arafat per i suoi spostamenti - un agente della polizia palestinese è rimasto ucciso, e 15 persone sono rimaste ferite. Il discorso in tv di Sharon Poco prima dell'inizio del consiglio dei ministri, il premier israeliano Ariel Sharon si era rivolto agli israeliani in un raro discorso televisivo, addossando per intere ad Arafat le responsabilità delle stragi di Gerusalemme e Haifa: ''Arafat è responsabile di tutto quanto sta avvenendo'' ha scandito Sharon. ''Lui ha optato per la strategia del terrorismo''. ''Arafat - ha proseguito il premier - è il principale ostacolo alla pace e alla stabilità della Regione''. Lo scopo del terrorismo palestinese, ha poi spiegato Sharon, è di ''espellere gli israeliani dal loro Stato''. ''C'è stata imposta una guerra e dovremo combattere. Sarà una lotta non facile e non breve - ha concluso - ma vinceremo''.
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