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TICINO: MPS E PSS IN TICINO
IL DIBATTITO ARRIVA AL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE

Agli amici dell' MPS bisogna dar atto d'essere presenti sul fronte del malessere sociale, nell' interesse dei soggetti piu' deboli.

Purtroppo, nonostante le indubbie ragioni dei postulati che pongono i compagni dell' MPS, nel panorama dei media ticinesi sono piu' presenti il vescovo birichino, il presidente dell' Associazione animali di Bellinzona e persino Dell'  Ambrogio campione locale di castronerie; che non le iniziative politiche dell' MPS, che pur hanno un seguito politico e sociale.

Invitiamo dunque i compagni del Progetto Green, a leggere con attenzione l' articolo di seguito tratto dal periodico del l' MPS, che pone all' attenzione del pubblico alcune contraddizioni dei "socialisti" al potere in Svizzera e Ticino.

SOCIALISTI DELLA DOMENICA
da Solidarietà periodico del Movimento per il Socialismo

Una volta, ormai quasi nessuno osa più farlo vista l'evoluzione della situazione politica, l'accusa con la quale spesso si bollavano correnti e movimenti politici come l'MPS (e giornali come Solidarietà) era quella di essere dei "divisori".

La nostra presenza indeboliva il fronte della sinistra: dal punto vista elettorale, sociale, giornalistico, ecc.
Per carità, c'è ancora chi, a sinistra, continua a pensare in questo modo, anche in ossequio ad una strana visione del pluralismo che lo rivendica in casa d'altri ma non lo pratica a casa propria.
Ad avere messo in sordina questo tipo di accuse da parte delle forze maggioritarie della sinistra (che poi è una sola, il PSS) è la constatazione, sempre più diffusa ed evidente, che i "i divisori" il PSS li ha in casa propria, li alleva, li riverisce e li compensa con onori e carriere.
In questi ultimi anni consiglieri federali, consiglieri nazionali, grandi amministratori pubblici, ex-pubblici e privati hanno molto spesso dato una mano alla borghesia (che è sempre stata loro riconoscente) a far passare proposte e politiche osteggiate dal loro stesso partito; a volte il loro contributo è stato decisivo per affossare iniziative e referendum provenienti dalle forze della sinistra.

E' quello a cui stiamo assistendo, almeno in parte, in vista della votazione del prossimo 27 novembre. Come noto tutte le forze della sinistra e il movimento sindacale sostengono il referendum contro la modifica della legge sul lavoro che prevede la possibilità che i negozi e le aziende di servizio situazione in stazioni ferroviarie o aeroportuali restino aperte, e impiegano lavoratori, 7 giorni su 7.

Una riforma cioè che generalizza e rende "normale" il lavoro domenicale. Ebbene a Berna si è presentato un comitato di sostegno alla modifica della legge sul lavoro, denominato "Trasporti pubblici per stazioni sicure", animato da personalità provenienti dal mondo dei trasporti.
A dirigere le danze un socialista "doc", Benedikt Weibel, grande capo delle FFS e realizzatore di quel processo di privatizzazione che ha portato le FFS a conseguire nuovamente utili grazie ad una politica di aumenti delle tariffe e di contenimento delle spese per il personale.
Diminuzione dei salari, soppressione di diverse migliaia di posti di lavoro, aumento della precarietà, abolizione dello statuto di funzionario e conseguenti licenziamenti, peggioramento delle prestazioni previdenziali: è questo il menù con il quale il "socialista" Weibel, aiutato anche dal "compagno" Leuenberger, hanno applicato, e spesso anche ispirato, la politica di privatizzazione decisa da governo e Parlamento.

A dargli man forte un altro socialista, il consigliere nazionale Peter Vollmer (direttore dell'Unione svizzera dei trasporti pubblici - UTP), il quale non ha trovato di meglio che affermare che l'apertura 7 giorni su 7 dei negozi nelle stazioni riuscirà rompere il monopolio che i negozietti alle stazioni di servizio autostradali aperte la domenica possedevano "su una clientela domenicale alle prese con il frigo vuoto".

Siamo sicuri che altri eminenti socialisti della domenica, magari quelli che vedono in questa liberalizzazione una grande occasione per facilitare la vita dei "consumatori", non avranno dubbi a schierarsi pubblicamente a favore di questa riforma e contro il referendum.
Contribuendo a creare confusione, disorientamento, incertezza tra una parte stessa del "popolo della sinistra", svolgendo ancora una volta il loro ruolo di "divisori".  Facendo, ancora una volta, il loro dovere.  (
solidarietà  periodico dell' MPS)
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Chi legge ha piu' cose da dire.
Per sostenere una voce diversa e fuori dal coro, che ha diritto di esistere.
E perché spesso ritroviamo i compagni in prima linea in difesa dei soggetti piu' deboli della società su temi di grande rilevanza sociale.
E' possibile richiedere l'abbonamento a solidarietà
via e-mail (solidarieta@bluewin.ch), scrivendo a (Solidarietà, Cp 2320, 6501 Bellinzona), faxando a (091/835 48 61) o telefonando a (091/835 48 60). Il modo sceglietelo voi, l'importante è che vi abboniate.
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