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(vedi la denuncia di seguito), da qui ne derivo' un danno d'immagine e finanziario per il movimento di sostegno e di critica sociale. Nel corso del colloquio con l'ufficiale di Pubblica Sicurezza, Stroppa ha precisato l'ambito del reato commesso dall'ex Municipale luganese preposto ai servizi sociali: a testimoni sono stati chiamati: il Sindaco Giudici ed il Segretario Comunale, nonche' richiesti gli atti delle sedute Municipali relative all'epoca del <misfatto>. Al termine dell'incontro Stroppa si e' dichiarato soddisfatto delle modalita' e dell'attenzione prestata dalla Procura alla denuncia, ha inoltre dichiarato che sarebbero sufficienti le scuse pubbliche dell'ex-Municipale Luganese (e noi aggiungiamo una maggior attenzione del Municipio di Lugano alle persone piu' fragili e sensibili ed alle richieste di Progetto Green) per chiudere questa <lamentosa> vicenda che non da' lustro alla nostra Citta' e che sta' facendo il <giro della Svizzera>... Associazione Progetto Green (febbraio 2002)
La denuncia di Progetto Green movimento cooperativo di sostegno e di critica sociale a Giorgio Salvade' 22 agosto 2001 Oggetto: denuncia penale per abuso di autorità nell'esercizio di una pubblica funzione e falso ideologico in atti d'ufficio, da parte del dott.Giorgio Salvadè, Lugano ai danni di Associazione Progetto Green, Lugano
Onorevole Procuratore Pubblico, ci corre l'obbligo di denunciare un reato intercorso fra il 1998/1999 commesso dal dott. Giorgio Salvadè nell'ambito delle sue funzioni di membro del Municipio di Lugano addetto alle opere sociali; detto atto ha causato notevoli disagi pecuniari e morali alla nostra associazione. I fatti: in tale periodo la nostra associazione era intestataria di un Contratto di Locazione commerciale di dieci anni relativo allo stabile denominato <Mensa Bignasca> (locale mensa + 30 camere doppie) sito in località La Stampa sul comprensorio del comune di Cadro di proprietà dell'on. Giuliano Bignasca (e associati, ma lui ne era l'amministratore). Detti locali che divennero ben presto un centro di aggregazione popolare, da noi ribattezzato <Capolinea> e furono il fulcro ed il polmone finanziario della cooperativa per oltre un anno. Vi organizzammo attività recretive e musicali, serate etniche e di discussione con il pubblico, oltre a tenervi in collaborazione con altre organizzazioni (O.C.S.T. sindacato Cristiano Sociale Ticinese, Centro Studi Area Nord, Milano, ecc.) corsi trimestrali di riqualifica professionale per disoccupate, un asilo nido che intratteneva i figli delle disoccupate medesime ecc. Nelle camere ospitavamo in accordo con i servizi sociali preposti persone più fragili e sensibili per percorsi brevi (dai 3 ai 6 mesi) dopo periodi di carcerazione, oltre a diversi lavoratori italiani domiciliati, lavoranti nell'edilizia ed alcuni <nuovi poveri>. Sta' di fatto che dall'allora Consigliere di Stato Alex Pedrazzini e dall'on. Giuliano Bignasca, nostro locatore, ci venne richiesto di rinunciare allo stabile denominato Capolinea <già Mensa Bignasca>; affinchè lo stabile stesso potesse venir destinato al Cantone onde essere trasformato in stabilimento di fine pena per detenuti in semi-libertà, creando anche spazio per risolvere l'annosa questione delle <pretoriali> ticinesi.
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