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Il Dipartimento di Stato americano chiede quindi al Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo di Myanmar di "fornire un resoconto preciso dell'incidente, compreso chi è morto, chi è rimasto ferito e chi è scomparso". Secondo il Dipartimento di Stato Usa i diplomatici dell'ambasciata americana a Yangon hanno recentemente visitato il luogo del violento attacco al corteo motorizzato di Aung San Suu Kyi. "Sono state rinvenute tracce che indicano che si trattava di un'imboscata organizzata" scrive il portavoce del Dipartimento Philip Recker in un comunicato. "Le circostanze e i rapporti di singoli osservatori indicano che l'attacco è stato condotto da thugs fedeli al governo. I rottami rimasti sul luogo dello scontro indicano uno scontro violento che lascia pensare che possano facilmente esservi stati feriti anche seri e in buon numero" dice il comunicato. "La continua detenzione in isolamento di Aung San Suu Kyi e degli altri membri del suo partito politico è oltraggiosa e inaccettabile. Chiediamo quindi al Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo di Myanmar di rilasciarla immediatamente e di fornire tutta l'assistenza sanitaria necessaria a chi è stato ferito nell'incidente, inclusa l'assistenza di specialisti internazionali". "La sede della Lega Nazionale per la Democrazia, chiusa dal CSPS deve essere riaperta senza indugi e la loro attività non deve essere più a lungo inibita" detta le condizioni il comunicato. L'inviato speciale delle Nazioni Unite, Razali Ismail visiterà Myanmar (ex Birmania) nella giornata di venerdì. "Gli Stati Uniti appoggiano incondizionatamente i suoi sforzi. Gli deve essere concesso di vedere Aung San Suu Kyi e gli altri leader dell'opposizione. Se questo incontro non sarà concesso, gli Stati Uniti trarranno le opportune conclusioni", chiude il comunicato. CNN Italia
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