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@ SALERNO > Diciannove persone, undici uomini e otto donne, sono morti nell'incendio di un centro di riabilitazione a San Gregorio Magno, in provincia di Salerno. Nove persone sono sopravvissute e sono state ricoverate nell'ospedale di Oliveto Citra.
L'ipotesi più plausibile sulle cause dell'incendio, scoppiato all'una, è quella del corto circuito. "E' un fatto accidentale. E' ormai quasi sicuro che è così", ha dichiarato il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Salerno, Maria Carmela Polito, dopo un primo sopralluogo al centro distrutto dalle fiamme.
La Polito, in un eccesso di protagonismo televisivo,  ha detto che nell'incendio "non vi dovrebbero essere responsabilità, al massimo qualcuna di natura colposa, ma è ancora presto per dirlo".
Anche per il comandante dei vigili del fuoco di Salerno, Aldo Sabatino, a causare l'incendio è stato con ogni probabilità un corto circuito, forse provocato da un sovraccarico dovuto al fatto che dato il clima rigido erano in funzione molte stufe elettriche.
In Italia, sembra che l'inadeguatezza dei centri di ricovero e recupero per anziani e persone psico-labili, sia diventata una <normalita' dovuta>; la fatiscente struttura prefabbricata, era stata donata al comune di San Gregorio Magno dalla Francia dopo il terremoto del 23 novembre 1980, che aveva duramente colpito la zona.
Era costituita da cinque prefabbricati, cinque "moduli abitativi" in metallo e vetroresina, materiale quest'ultimo altamente infiammabile. E vi erano alloggiati,
in tempi normali, anziani con handicap psichiatrici o deficit motori.
Il fuoco si è propagato rapidamente. Gli infermieri hanno appena fatto in tempo a rendersi conto di quello che stava accadendo che già le fiamme e il fumo avevano reso incontrollabile la situazione.
Sono riusciti a trarre in salvo un certo numero di persone, ma per 19 non c'è stato nulla da fare: erano rimasti bloccati nei loro letti, mentre tutt'intorno l'incendio divorava le strutture, il fumo saturava l'aria e si verificavano crolli.
Secondo i vigili del fuoco le vittime sono morte quasi sicuramente per asfissia. L'allarme è scattato con un certo ritardo perché il centro di riabilitazione è situato in una zona d'ombra dei telefoni cellulari. Il personale ha dovuto prima pensare a mettere in salvo il maggior numero di persone possibile e poi a chiamare i soccorsi, ma non ha potuto usare il telefono fisso e ogni tentativo di comunicare attraverso i cellulari si è rivelato vano.
Alla fine l'allarme è stato dato da un automobilista con un telefonino.
Quando sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, tre dei cinque "moduli abitativi" erano già completamente divorati dalle fiamme e un quarto era semidistrutto. Con i pompieri sono arrivati i carabinieri, la polizia e numerosi volontari.
Le operazioni di spegnimento del rogo e di soccorso si sono svolte sotto una gelida pioggia che da sabato pomeriggio aveva preso il posto della neve e nel gelo della notte.
A detta dei reponsabili USL, era un centro di riabilitazione nuovo, operativo dal 1997.
Le vittime - secondo quanto si è e appreso - avevano un'età compresa tra i 25 e i 60 anni. Provenivano tutti da varie strutture psichiatriche della provincia di Salerno e dormivano in camerette con due o tre letti.
Le persone che si sono salvate vi sono riuscite grazie all'aiuto di tre infermiere, ora interrogate dagli investigatori per cercare di stabilire con precisione le cause dell'incendio.

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