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ROSAIMPUGNO SOCIALISTI, RADICALI: TATTICA E STRATEGIA. Sinora il progetto de "la rosa in pugno" ha prodotto molte aspettative, qualche realtà che ci accompagnerà fino al 10 aprile, poi si apre il baratro. Allora scoppieranno le contraddizioni: quelle vecchie, quelle nuove, quelle suscitate dai risultati del voto nonchè quelle disattese nell' edificazione di questa disunita unione. Gli interrogativi che ci troveremo ad affrontare, oltre ai ritriti dilemmi ancestrali sul "craxismo", saranno quelli sull' organizzazione del nuovo soggetto politico, anche perché già in questa prima fase, ognuno ha pensato per se', ma nessuno ha pensato all' apertura verso la società civile, verso i movimenti, nonostante questi fossero ben presenti e si fossero annunciati. Gli apparati dei rispettivi partiti hanno pensato a piazzare le proprie pedine: negli organi del partito e a spartirsi gli "spazi". Sordi agli appelli di partecipazione di gruppi, associazioni regionali e locali, ma non per questo minori. La mancanza di tempo ha fatto si' che ci si presenti ai nostri potenziali elettori e al Popolo italiano, senza un progetto politico alternativo a quello della destra becero integralista che ci governa. La tattica vuole che ci alleiamo turandoci il naso con questo "centro sinistra" che sa' tanto di "nuovi conservatori". Ma, è prioritario cacciare Berlusconi e ristabilire la legalità della Costituzione Italiana, che stabilisce il Lavoro e la libertà d' opinione come diritti comuni a tutti i Cittadini. La strategia, come socialisti, c' impone all' indomani delle elezioni, di metterci attorno ad un tavolo, tutti. e di progettare un programma politico che ridia speranza nel futuro a tutti i Cittadini d' Italia.
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