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Roma, 26 febbraio 2002 RASSEGNA STAMPA Esplosione a due passi dal ministero degli Interni Sono le 4:03 del mattino quando a Roma, in via Palermo, una strada che costeggia il Viminale, una violenta detonazione fa tremare la capitale. Nella miglior scuola della strategia della tensione, una bomba, collocata su un motorino o all'interno di un cassonetto della spazzatura, esplode. Per fortuna non ci sono morti e feriti. ''Un atto contro il luogo simbolo della sicurezza dello Stato e dei cittadini'', e' il commento a caldo di Claudio Scajola, ministro degli interni del <governo> presieduto dal famigerato <malvivente> Silvio Berlusconi. ''Si e' passati dalle parole ai fatti - ha affermato il sindaco di Roma Walter Veltroni -. E' necessario alzare il livello di guardia''. Gli inquirenti dicono che la miccia dell'ordigno era corta. ''Non si e' voluto fare vittime. La bomba aveva una potenza medio-alta e ha avuto uno scopo solamente dimostrativo'', ha detto il questore di Roma Giovanni Finazzo . Un ragazzo olandese, che soggiornava in una pensione della zona, si e' affacciato dalla finestra della sua camera subito dopo l'esplosione. Ha testimoniato alla Digos di aver visto tre giovani allontanarsi verso via Palermo. L'esplosione ha mandato in frantumi le finestre di edifici della zona, comprese alcuni vetri dello stesso ministero, sventrati alcuni cassonetti, danneggiate automobili, bruciati due motorini. La zona circostante il ministero degli Interni e' stata subito transennata. Berlusconi, successivamente ai fatti, parlando ad un pubblico convegno ha accomunato l'episodio e la manisfetazione dei 40'000 convenuti a Milano a favore di Mani Pulite.
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