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La Lega non vuol dare il miliardo all'Ue da La Regione Ticino 16/03/2006 RASSEGNA STAMPA Il movimento ticinese lancia un referendum contro il contributo elvetico al fondo di coesione dell'Unione Lugano/ Berna - La Lega dei Ticinesi lancerà il referendum contro il contributo svizzero di un miliardo di franchi ai dieci nuovi paesi membri dell'Unione europea. Il consigliere nazionale Attilio Bignasca ha confermato la notizia lanciata ieri in prima pagina dal quotidiano bernese " Der Bund", che cita il presidente leghista Giuliano Bignasca. Alla raccolta delle firme parteciperanno i Democratici svizzeri e forse anche l'Associazione per una Svizzera neutrale e indipendente ( Asni). Il referendum è diretto contro la nuova legge sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est, approvata lunedì sera dal Consiglio nazionale dopo essere stata adottata dagli Stati in dicembre e che funge da base legale per il miliardo svizzero di " contributo autonomo" destinato ai nuovi membri dell'Ue. Il presidente leghista Giuliano Bignasca aveva già preannunciato le intenzioni della Lega sull'ultimo numero del Mattino della domenica , sostenendo che dovrebbero essere le banche a « scucire (...) il miliardo per la coesione dell'Unione europea » . La Lega può già contare sul sostegno dei Democratici svizzeri per la raccolta delle 50 mila firme necessarie. L'Asni invece, prima di decidere sulla sua eventuale partecipazione, aspetta di vedere « quel che farà l'Udc » , ha dichiarato il suo direttore Hans Fehr, consigliere nazionale zurighese dell'Udc. La scorsa settimana il presidente del partito Ueli Maurer aveva detto in più interviste che l'Udc non avrebbe lanciato di sua iniziativa il referendum. Fehr si era espresso in termini analoghi riguardo all'Asni, sostenendo che « secondo un accordo tacito, i dossier finanziari sono di competenza dell'Udc » . La Svizzera continuerà ad aiutare i paesi dell'Est per dieci anni ( prolungabili) in base alla legge approvata dal parlamento. Berna fornisce un aiuto ai paesi dell'ex blocco dell'Est dall'inizio degli anni Novanta. Finora ha già versato 3,5 miliardi di franchi. Entro la fine dell'anno, il Consiglio federale dovrebbe sottoporre alle Camere un nuovo credito- quadro generale, come pure un credito speciale per il miliardo di franchi in favore dei dieci nuovi Stati membri dell'Ue.
IL PROGETTO GREEN SOSTIENE' IL REFERENDUM CONTRO UN "ALTRO MILIARDO ALLA UE" Sosterremo anche noi questo referendum, anche se per motivi diversi da quelli della Lega dei Ticinesi. Perché ?
1 Svizzera un veliero che affonda a vele spiegate In Svizzera con la "globalizzazione" già sin dagli anni '80 si assiste ad una lenta ed inesorabile perdita del potere d' acquisto da parte dei ceti medi e di quelli meno agiati.
La Confederazione ammette che un buon 15% della popolazione vive situazioni di "nuova povertà", a dimostrazione che nel Paese non vi è una progettualità politica ed economica che consenta agli svizzeri di realizzare le proprie aspirazioni ed essere felici. Il tasso di suicidi e di tossicodipendenti è fra i piu' alti nel mondo, specchio crudele di una società che vive situazioni di grande disagio sociale.
In Ticino si sta' ancora "lottando" per uno stipendio minimo di 3'000 franchi mensili, mentre a Zurigo, Basilea e Ginevra si parla di 5'000. Le banche invece, ogni semestre, annunciano utili sempre piu' miliardari e da record. (vedi UBS nel 2005: e in molti casi in succursali periferiche hanno anche diminuito "consensualmente" gli stipendi a impiegati di piccolo rango.) sic ?!
Inoltre la disoccupazione sta' riaffacciandosi in modo prepotente e i contratti a termine aumentano in modo esponenziale; lasciando i lavoratori nel limbo della precarietà e senza possibilità di progettare per il futuro.
Negli scorsi 10 anni 3,5 miliardi sono gia' stati donati volontariamente ai paesi dell' Est, a dimostrazione della generosità del Popolo svizzero.
Ora ci sembra giunta l' ora che i politici diano delle risposte e delle soluzioni adeguate alle esigenze del Paese, per fare cio' bisogna investire "soldoni" in quei settori che già in passato ci hanno dato la possibilità di creare pace sociale e benessere per tutti.
2 Siamo europeisti ma... Noi del Progetto Green siamo europeisti anzi internazionalisti. di piu' dunque. Ma siamo per un Europa dei popoli e delle regioni, per la piccola e media industria e per il rilancio della "cooperazione" come strumento di risposta alla "crisi economica", che tocca solo i ceti medi e le classi meno agiate,
Non potremo mai sostenere quest' Europa dei potentati economici, nella quale una "cinquantina" di famiglie detiene il potere politico ed economico. Non vogliamo che la Svizzera, paese democratico, si omologhi ai poteri "centrali armati" di Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania. (L' Italia ormai ha perso il treno con l' avvento del Berlusconismo e sta' andando incontro ad una deriva sud-americana).
Paesi questi che ancora oggi soggiogano militarmente il popolo basco, gli irlandesi, i corsi, i sardi, l' Istria, la Dalmazia ed il Tirolo.
In Svizzera abbiamo realizzato in 700 anni una Comunità democratica, che non sarà "europea", ma comprende cinque idiomi e una moltitudine di minoranze, comprese quelle originarie, che sono arrivate da ogni dove. Siamo noi a dover esportare il nostro modello all' estero e non il contrario. Da questi europeisti non abbiamo nulla da imparare.
3 Tassiamo chi, i soldi li ha per davvero... Al mondo 400 persone detengono il 60% della ricchezza mondiale, una parte considerevole di questi "soldoni sono albergati" nelle nostre banche, prendiamoli, se nel caso da li'.
Progetto Green Switzerand
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