|
Ora, spazia dal Liceo, passando dal Quartiere Maghetti, Piazza Dante ed Innovazione con derivazioni sulle stradine che salgono alla stazione FFS. Vi operano scientificamente un centinaio di persone, suddivise in alcune squadre etnicamente ben definite, ed ognuna con le proprie sostanze, i nostri tossicomani indigeni svolgono funzione di intermediari su commissione, contrattando con i giovani che transitano ed escono dalle scuole o con quelli che quotidianamente si ritrovano in Piazza Dante. A Lugano, come detto, gli agenti colpiscono duramente, ma sembra essere una goccia nel mare. Nel mare tanto per orientarci che e' la Svizzera, perche' e' chiaro che Lugano e' solo uno dei tanti terminali di questa criminalita', che agisce in tutto il Paese. Il controllo territoriale assoluto che hanno delle strade e delle piazze (con picchetti per l'avvistamento delle pattuglie della polizia in uniforme ed in borghese) fa si che il loro controllo ed il loro reperimento sia quasi impossibile per le forze dell'ordine. Da qui l'importanza di uno stretto collegamento fra le associazioni di "trottoir" quale Progetto Green, che agilmente si muove sulle scene a rischio, e con le forze dell'ordine, i servizi di recupero e gli enti preposti allo studio del fenomeno. Un reciproco scambio di informazioni, consentirebbe un maggior controllo del territorio e di conoscenza del fenomeno da parte delle Autorita', relativamente a persone e sostanze vecchie e nuove che circolano nel Cantone.
Dello spaccio in sub-appalto...
Da segnalare inoltre la richiesta sempre piu' frequente di aiuto di giovani tossicodipendenti indigeni, minacciati per debiti contratti nello spaccio in sub-appalto da albanesi, cittadini della ex-Jugoslavia e colored.
Tali richieste di aiuto si sono giunte sempre piu' spesso nel corso degli ultimi due anni.
|
|