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RASSEGNA STAMPA "Tornerò in aula in nome della verità" Caso Pelloni, parla la vittima «Mi dichiaro stupita del fatto che la Corte di Cassazione abbia potuto ritenere che un'inchiesta svolta dal Procuratore generale Luca Marcellini durante cinque anni e l'impegno di una Corte con alla testa il giudice del Tribunale penale Mario Luvini durante un processo durato oltre tre settimane seguìto da tre giorni di Camera di consiglio, sotto l'assiduo controllo di una difesa disposta a tutto siano sfociati in un arbitrio giudiziario». Non riesce a comprendere Silvia Kessler, la principale vittima del processo a carico del gastroenterologo luganese Sandro Pelloni, condannato in prima istanza a due anni di carcere per abusi sessuali a danno di due sue pazienti e che ora dovrà tornare in aula dopo la sentenza della Corte di Cassazione. Una sentenza che, lo ricordiamo, in un caso lo ha prosciolto dall'accusa di tentata coazione sessuale e nell'altro ha ordinato il rifacimento del processo. Una sentenza, quella della Cassazione, che sta facendo molto discutere, e non solo gli addetti ai lavori. In ogni modo Silvia Kessler non si lascia scoraggiare. «Ritengo comunque che questo - scrive la vittima in una nota stampa - anche se è difficile da capire non sarà sufficiente ad intaccare definitivamente la mia fiducia nella giustizia. Difenderò la mia dignità e anche quella delle altre donne, pure vittime, che non se la sono sentita di andare allo scoperto». E Silvia Kessler si dice pronta a tornare in aula. «Tornerò in quell'aula per portare avanti la verità. Vorrei ringraziare - conclude la sua nota - tutte le persone che credono in me, che mi sono vicine e che con la loro solidarietà mi sono di grande con- forto». In attesa che la macchina della giustizia riprenda il suo cammino per istruire un nuovo processo a carico del medico luganese, si attendono i passi dell'autorità amministrativa. Il Dipartimento delle opere sociali attende di ricevere copia delle motivazioni della sentenza di Cassazione e poi esprimerà un suo nuovo parere all'indirizzo del consigliere di stato Marco Borradori a cui spetta la decisione sulla sospensione del dottor Pelloni dall'esercizio della sua professione. @ da il quotidiano ticinese La Regione del 10.12.2001
La storia infinita del Dr. Pelloni A dimostrazione che la Giustizia in Ticino non e' uguale per tutti, e' arrivata questa stupefacente decisione della Corte di Cassazione, che rimette tutto in discussione, nella migliore tradizione Italica degli ultimi giorni. Non ci vuole molta fantasia per indovinare quali saranno i prossimi atti di questa squallida operetta di provincia. Nel prossimo procedimento, sempre che ve ne sia ancora uno; il Pelloni rampante, o verra' prosciolto, perche' nel frattempo il castello probatorio dell'accusa si e' dissolto col passare degli anni, o forse per un eccesso di pudicizia, verra' ridimensionato tutto il procedimento e al medico inflitta una pena simbolica con la condizionale. Questi i futuri probabili scenari, per una vicenda piu' che squallida in quanto da anni era sulla bocca di tutti a Lugano. Ne parlavano: i medici che mandavano le loro pazienti dallo specialista sporcaccione, ne parlava il popolino ai mercati ed i vecchi, fra una mano e l'altra, al gioco delle carte nei bar del lungolago. Una delle tante verita' sottaciute, di quelle che vengono mormorate ma non dette, perche' il Pelloni appartiene ad una Famiglia che conta... Samuele Milani
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