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Ucciso il giornalista del Wsj rapito in Pakistan Daniel Pearl, il giornalista del Wall Street Journal rapito in Pakistan, è stato barbaramente ucciso: da fonti attenbili, sembra accertato sia stato decapitato dai suoi rapitori. Il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Richard Boucher, ha confermato la notizia, così come l'ambasciata Usa in Pakistan. Le autorità Usa hanno ricevuto una videocassetta nella quale compare l'immagine di Pearl morto.
Pearl, 38 anni, era stato sequestrato a Karachi il 23 gennaio, mentre stava cercando di contattare gruppi islamici estremisti per capire se c'erano legami fra l'attentatore trovato su un aereo americano con dell'esplosivo nelle scarpe, Richard Reid, e la rete terroristica di Osama bin Laden, al Qaeda.
E' il decimo cronista ucciso da ottobre Daniel Pearl è il decimo giornalista che viene ucciso mentre impegnato a coprire la guerra contro il terrorismo. Era nativo del New Jersey e aveva cominciato quattordici anni fa come cronista del Berkshire Eagle, un quotidiano locale di Pittsfield, una cittadina del Massachusetts. Una veloce, brillante carriera lo aveva portato rapidamente al prestigioso Wall Street Journal, per il quale aveva girato il mondo fino ad arrivare all'ufficio di Bombay, in India. Sua moglie Mariane ha raccontato alla CNN che lei e Daniel lavoravano per il dialogo tra civiltà, e che proprio per questo avevano scelto di vivere e scrivere -- anche lei è giornalista -- in Asia. I suoi genitori hanno fatto leggere un comunicato a nome della famiglia. Daniel era "un figlio amato, fratello, zio, marito e padre di un bambino che non lo conoscerà mai. (...) Le nostre peggiori paure si sono avverate. Fino a poche ore fa eravamo fiduciosi nel ritorno di Danny sano e salvo, perché pensavamo che nessun essere umano potesse far del male a un animo così gentile. L'assassinio di Danny è al di là della nostra comprensione".
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