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L'associazione <sinistra sociale> e le altre associazioni federate invitano
a sostenere l' iniziativa dell'
MPS

Mobilitarsi per 2 SI
Iniziativa «I soldi ci sono». L'alternativa all'arroganza padronale e borghese

di Werner Carobbio

Dopo il voto in Gran Consiglio della maggioranza superblindata di liberali e popolari democratici con il quale, approvando il loro rapporto, è stata puramente e semplicemente, respinta l'iniziativa "I soldi ci sono" si è conclusa la fase preliminare della discussione sulla proposta dei compagni del Movimento per il socialismo. Finite le meline formali e affossata la proposta socialista di un controprogetto si apre ora la fase che conta. Quella che deve portare al voto popolare in favore dell'iniziativa e parallelamente in favore del preventivo 2005 e contro il referendum di UDC e Lega, contrari a qualsiasi ricupero di risorse per l'ente pubblico attraverso un adeguamento anche minimo dell'imposizione fiscale sulle persone giuridiche. A proposito del controprogetto i compagni dell'MPS avevano criticato e giudicata inopportuna e addirittura pericolosa per la stessa iniziativa la richiesta socialista. Personalmente mi sono pronunciato, nella fase parlamentare di discussione, a favore di un tentativo di trovare una soluzione mediana che raccogliesse un largo consenso politico. E questo per tre ragioni principali:
. se l'obiettivo, insito del resto nella proposta di iniziativa popolare " I soldi ci sono", era ed è quello di affermare il principio che il risanamento della situazione finanziaria del cantone, conseguenza dell'insensata politica di sgravi a favore di persone giuridiche e redditi alti praticata da quella stessa maggioranza che oggi agita lo spauracchio dell'iniziativa, deve passare anche dal versante delle entrate, quindi dal ricupero di risorse da chi di quegli sgravi ha beneficiato a larghe mani e oltre misura, era più che giusto e opportuno operare per trovare una soluzione di largo consenso politico. È del resto questa la scelta fatta dai socialisti con il preventivo 2005 che aveva innescato una prima timida inversione di tendenza con l'aumento della fiscalità a carico della persone giuridiche per una sessantina di milioni. Purtroppo nella forma di misure transitorie e in modo insufficiente. Proposta che ora con i compagni dell'MPS nell'ambito del "Comitato per due Si" sostengo così come la sostiene il Partito Socialista,
. era inoltre l'occasione concreta per mettere di fronte alle loro responsabilità liberali e popolari democratici oltre che le associazioni padronali - AITI e Camera di Commercio - che in nome della difficile situazione finanziaria chiamano tutti a fare uno sforzo. Il controprogetto era l'occasione per tradurre in fatti la tesi del presidente del governo Gendotti che le misure fiscali provvisorie non potranno rientrare fino al riequilibrio dei conti del Cantone. E l'occasione per chiarire che gli sforzi non possono essere a senso unico. Solo sulle spalle dei ticinesi a redditi medi e bassi con il taglio alle prestazioni, quelle sociali in particolare, e del personale dello stato che sacrifici concreti già ha fatto,
. e da ultimo il controprogetto poteva essere, come è poi puntualmente avvenuto,la cartina di tornasole della mancanza di volontà di liberali e popolari democratici e associazioni padronali a contribuire con soluzioni equilibrate ad affrontare responsabilmente i problemi finanziari del cantone. Così è stato su questo aspetto i compagni dell'MPS hanno avuto ragione. Ma la verifica concreta era giusto farla. Oggi quella verifica è utile perché dimostra anche ai più scettici a sinistra sull'iniziativa "I soldi ci sono" che quella proposta è l'unica alternativa all'arroganza di liberali, popolari democratici e padronato ticinese,dimostrata con il modo precipitoso e a suon di maggioranze blindate con il quale l'iniziativa è stata esaminata .
Contro l'iniziativa gli oppositori di centro destra, spalleggiati dalla maggioranza di governo, hanno parlato di proposte estremiste che faranno correre pericoli all'economia ticinese con la possibile fuga di aziende dal cantone e tacciato di irresponsabilità i sostenitori della stessa e bollato di ambiguità i socialisti rei di aver rotto la concertazione raggiunta con difficoltà con il preventivo 2005. Accuse queste ultime gratuite. Se qualcuno è irresponsabile - è il caso dei vari Merlini e Bacchetta Cattori - è proprio chi si è puramente e semplicemente rifiutato di discutere la possibilità di una soluzione mediana di larghe convergenze. Quanto ai pericoli che l'iniziativa farebbe correre all'economia cantonale sono tutti ancora da dimostrare. Persino ambienti vicini all'economia riconoscono che la fiscalità non è elemento determinante per l'insediamento di aziende. Del resto si vede male che UBS e assicurazioni vari, le persone giuridiche chiamate a pagare perché hanno largamente beneficiato degli sgravi e visti gli imponenti utili che continuano a cumulare, si pongano simili problemi. Quanto alle piccole e medie aziende se,come sostengono i vari Lombardi e Camponovo, sono in difficoltà e non realizzano utili, non hanno di che preoccuparsi. Non saranno chiamati alla cassa o comunque in misura ridotta. L'isterismo con il quale gli oppositori stanno conducendo la loro campagna contro l'iniziativa è prova di mancanza di solidi argomenti. Quanto all'invocazione della necessità di pretesi "patti di paese" - vedi discorso del presidente dell'AITI Fioravanti - sarebbe ora di capire che gli stessi non possono essere a senso unico. L'iniziativa I soldi ci sono proprio perché solleva,come è stato più volte sottolineato anche a sinistra, un problema reale costituisce oggi un'alternativa concreta e un'occasione per mettere a disposizione del Cantone le necessarie risorse finanziarie per uscire dalle cifre rosse senza mettere in discussione e in pericolo le prestazioni sociali, per la formazione, per l'ambiente. Ecco perché occorre mobilitarsi e impegnarsi a fondo nelle prossime settimane per un Si chiaro e convito per l'iniziativa I soldi ci sono e per un Si alle misure, modeste e temporanee del preventivo 2005.


Solidarietà - Anno 6 - N° 6 - 24 marzo 2005
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