L'Isola che non c'e...

LA VIA MEDIANA PER LA CANAPA
Le cifre parlano chiaro: in Svizzera sono settecentomila gli estimatori di canapa
e in Italia superano i sei milioni.
Si tratta di cifre semi ufficiali; l'Ufficio Federale della Sanita' (l'ufficio svizzero preposto al controllo della salute pubblica), riconosce comunque che la percentuale dei consumatori abituali e saltuari di canapa si aggira sul 6% della popolazione.
Queste persone sono sotto tutti i punti di vista integrate nella societa', vivono e lavorano come ogni persona <normale>, malgrado le leggi italiane e svizzere recitino che il consumo e la vendita di canapa e dei derivati sono da considerarsi vietati.
La <medicina ufficiale> ha da qualche anno decretato che la canapa e' sicuramente meno dannosa in termini sociali e di salute che non l'alcool e il tabacco e non da dipendenza.
Nella, per certi versi rigidissima ed osservantissima Confederazione Helvetica, negli ultimi anni sono proliferati oltre quattrocento micro attivita' comunemente chiamate <canapari>, che sarebbero poi quei negozietti apertamente dediti alla vendita della canapa e die suoi derivati.
Tutto cio' in Svizzera e' stato reso possibile dall'inadeguatezza della legge che consente la vendita sotto mentite spoglie di sacchetti profumati, deodoranti e tisane di canapa.
Si stima che nel 1998 la cifra d'affari complessiva ha superato il miliardo di franchi svizzeri e nel 1999 a sfiorato la soglia dei due miliardi...
Da cio' se ne deduce che, dietro quella che si potrebbe agevolmente definire <l'industria svizzera della canapa> c'e un grosso giro di affari di grande dimensione effettiva, oltre che potenziale.
Un giro d'affari che non puo' non fare gola a personaggi di varia estrazione e di non sempre
cristallina inclinazione.
A questo punto, dopo aver preso conoscenza dei costi sociali imponenti, addirittura drammatici, causati da quelle vere e proprie <droghe> pesanti che provocano dipendenza e anche mortalita' e che dalla Legge vengono definite: droghe che mettono in pericolo la vita, (cocaina, eroina e le nuove droghe sintetiche, non si dimentichi che in Svizzera ed in Italia, almeno il 5% della popolazione e' dedita al consumo regolare e smodato, dunque all'abuso e alla dipendenza da alcool), non si puo' non soffermarsi su quelli che appaiono essere i limitati danni prodotti invece dall'uso di cannabis e dei suoi derivati, anche e soprattutto nella mancanza di dipendenza.
Per ritornare al punto dal quale siamo partiti, direi che in Svizzera allorquando si decidera' di liberalizzare la coltivazione ed il commercio si arriverebbe in breve ad una cifra di affari annua di oltre tre miliardi e con un equivalente di almeno tremila posti di lavoro.
Una realta' che per la sua entita' e particolarita', dovrebbe essere sottoposta al controllo dello Stato. Anche e soprattutto per evitare che piccole e grandi cifre finiscano per entrare nelle tasche di <multinazionali> della droga, di piccoli e grandi furbacchioni di turno, capaci di guadagnare cifre astronomiche solo perche' un bel giorno lo Stato ha deciso di abdicare ai suoi compiti. La canapa e i suoi derivati vanno regolamentati in una simil regia degli alcoolici: la regia dlla canapa.
Attualmente in Svizzera il mercato della canapa nella misura dell'80% e' in mano a pochi gruppi che sostengono la <Schweizerische Hanf-Koordination>, un gruppo di grossi produttori e rivenditori, che sull'inadeguatezza della legge lucrano per centinaia di milioni di franchi all'anno, mantenendo artificiosamente alti i prezzi a scapito della clientela e dei piccoli rivenditori e produttori.
La Schweizerische Hanf Koordination, risulta essere fra i promotori di DROLEG e ne hanno anche sostenuto attivamente la campagna pubblicitaria con oltre cinquecentomila franchi.
La legalizzazione stimolerebbe gli interessi dei contadini, tradizionalmente prudenti e non disposti ora a correr rischi nell'introdurre la canapa fra le loro colture, a sostegno del loro bilancio economico che spezzerebbe il monopolio istaurato dai soliti noti.
Io penso invece che vi sia una via mediana per la canapa, la posizione dell'Associazione die piccoli coltivatori, rivenditori ed estimatori di canapa Svizzera: Assocanapa, consiste nell'emanare una legge che tenga conto dei diritti di settecentomila cittadini ingiustamente criminalizzati dal Codice Penale, come pure dei diritti acquisiti in anni di attivita' commeriale in un Paese ancora in liberta' di mercato, combattendo l'ignoranza dei tanti, da quei pionieri imprenditori della canapa che l'Associazione intende tutelare.
Non ritengo Amsterdam un modello, penso che si possa regolamentare il settore cosi' come ne sono stati regolamentati altri nella loro originalita', con semplici accorgimenti dettati dal buon senso relativamente a vetrine ed esposizioni degli articoli, al controllo di quanto si mette in commercio e a chi viene venduto. (riferito all'eta' die clienti)
Come genitori, dobbiamo renderci conto che l'educazione dei nostri figli non possiamo delegarla completamente  alla scuola: genitori e scuola debbono abituarsi all'idea che la trasgressione dei giovani del 2000 e' lo spinello, non piu' la sigaretta o il birrino. La societa' e' in evoluzione, i costumi pure, cosi' anche il margine di tolleranza deve crescere in pari misura.
Oltre tutto la separazione dei mercati, quello delle sostanze ludiche (canapa) da quello delle droghe pesanti, consentirebbe paradossalmente, una maggior tutela di giovani, non piu' costretti ad acquistare per strada, e favorirebbe l'operato di Magistratura e Polizia, confrontati come sono con l'emergenza eroina. ( A Zurigo l'eroina viene acquistata dai pendolari a 25 franchi svizzeri al grammo, mentre nei Centri per i Rifugiati ticinesi, costa poco piu' del doppio.
Non dimentichiamoci poi che in Svizzera all'anno per la repressione vengono spesi oltre ottocento milioni (1998), mentre per la prevenzione ne vengono spesi solo venti... Oltretutto spesi male, perche' vanno a finire in campagne pubblicitarie sterili date in mano ad altri soliti noti senza competenze se non quella di essere cittadini di Serie A... quelli con le tessere di partito  o di quelli che hanno
la
Famiglia <giusta>... il Ticino insegna... e allora che si cominci a parlar chiaro in materia di droghe e dipendenze, scoperchiamo il pentolone putrido del metadone e della distribuzione controllata di eroina, e si trattino le sostanze ludiche per quello che sono e si affronti il problema per quello che e'.

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