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Il reo è morto, viva il reo: successione a sorpresa al vertice di Al Qaeda Il testamento di Bin Laden: "Il mio erede è Giuliano Bignasca detto Nano" KANDAHAR - Bush aveva ragione: il peggio deve ancora venire. La conferma al sinistro avvertimento venuto dalla Casa Bianca è nell'ultimo filmato pervenuto dal nascondiglio di Osama Bin Laden, un video al quale lo sceicco del terrore, ormai accerchiato dagli uomini della Delta Force, consegna le sue ultime volontà.
Dopo i prevedibili inviti ai "veri musulmani" perché continuino la guerra santa contro gli Usa e la promessa di non cadere vivo nelle mani dei suoi nemici, Bin Laden passa il testimone a colui che definisce "l'unico uomo in grado di abbattere dalle fondamenta i pilastri della democrazia occidentale": il parlamentare xenofobo ticinese Giuliano Bignasca detto Nano.
Un duro colpo per il figlio primogenito di Osama, Otelma Bin Laden, che già si preparava a succedergli nella leadership di Al Qaeda, ma sembra che il diseredato abbia accettato la decisione paterna in nome del supremo interesse della Jihad. «E' stata una mossa dell'ultimo momento - ha confidato a un reporter di Al Jazeera -.
Fino a ieri mio padre non aveva mai sentito parlare di Bignasca. Poi nel suo rifugio gli è capitato per le mani un giornale ticinese domenicale: Il Mattino, che riportava le ultime dichiarazioni di questo tizio, che parla dei magistrati e dei governanti, come escrescenze da estirpare, e papà ha esclamato: "toh, ecco uno più stronzo di me"».
Vederlo e nominarlo prossimo capo di Al Qaeda, col nome di battaglia di Imam Al' Far Abuth, è stato tutt'uno, e non è tardata la benedizione del mullah Omar: «Giuliano Nano Bignasca e' un infedele, d'accordo, ma ha la stoffa del fondamentalista islamico: per lui concetti come legalità, separazione dei poteri, rispetto delle istituzioni sono puro arabo, e poi le spara talmente grosse che al confronto Osama sembra un premier scandinavo.
Una cosa è certa: se Bignasca ancora non ha fatto schiantare un aereo di linea su Palazzo di Governo, è solo perché nessuno dei giovani smidollati suoi seguaci ha accettato la missione suicida». La notizia della proclamazione di Bignasca a nuovo "principe del terrore" ha colto di sorpresa gli osservatori occidentali: «Non ce l'aspettavamo - ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa Donald Rumsfeld -, eravamo convinti che Bin Laden avrebbe scelto Grampamino: il vescovo birichino». ALC
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