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Legge antidroga:
colpiti soprattutto i fumatori di marijuana
La speciale commissione ha decretato quali saranno
le modiche quantita' personali
Un mondo all' incontrario, dove la faranno da leone, le droghe che mettono in pericolo la vita

UNA LEGGE E DELLE REGOLE INIQUE E LIBERTICIDE
Mezzo grammo di cannabis, 750 milligrammi di cocaina, un quarto di grammo di eroina, 750 milligrammi di ecstasy, 500 milligrammi amfetamina e 150 microgrammi di Lsd: sono queste le nuove quantità massime consentite per il consumo personale di droga in base alle tabelle stabilite ora dal governo. Già, perché non dovrebbe essere più - come è stato finora - il giudice a stabilire il delicato confine tra uso personale e detenzione - punibile - di droga. Lo stabilisce la nuova legge antidroga varata a fine legislatura dal governo Berlusconi e sbandierata dallo stesso Berlusconi nell'ultimo confronto televisivo moderato da Bruno Vespa.
Una legge che di fatto parifica uso di droghe leggere e pesanti, colpisce anche il consumo oltre allo spaccio, e che con queste tabelle entra pienamente in vigore. Le tabelle sono anche una parziale correzione del testo, che adesso appare però ancora più repressivo soprattutto per i fumatori di cannabis, che risultano punibili anche per il possesso di qualche canna. Ma quante?
Il "principio attivo"
Forse una decina o anche meno se si tratta di marjuana di buona qualità finemente tritata e controllata (come quella contenuta ad esempio nei farmaci consentiti in alcuni paesi tra cui l'Olanda per scopi terapeutici). Le tabelle parlano infatti di "principio attivo" e quindi di un valore altamente variabile e legato alla "qualità" della sostanza che in pratica non è possibile valutare durante i controlli di polizia ma solo con una successiva analisi chimica delle foglie di majuana o delle polveri trovate addosso alle persone fermate. Senza parlare del fatto che in questo modo si viene a creare una situazione che facilita lo spacciatore e penalizza il consumatore visto che solo il primo sa quanta "roba"può portarsi dietro conoscendo la merce che vende.
Ma nei conti fatti a Palazzo Chigi tutto questo non risulta. Il numero di dosi si baserebbe, è stato precisato, su una quantità media di principio attivo: per la cannabis, ad esempio, è stato calcolato un 10% di principio attivo, per la cocaina un 45% e per l'eroina il 15%. Quindi dai 15 ai 20 "spinelli" e 5 dosi di cocaina, 10 dosi di eroina, 5 pasticche di ecstasy e altrettante di amfetamina, 3 «francobolli» di Lsd.
Una legge punitiva
Il peso delle quantità consentite risulta in ogni caso - assurdamente - inversamente proporzionale alla pesantezza degli effetti e alla pericolosità sociale della sostanza utilizzata. Da questo punto di vista balza agli occhi in particolare la differenza tra cannabis e cocaina. Secondo quanto affermato dal vicepremier Gianfranco Fini sulle tabelle hanno deciso gli esperti. E dunque non è responsabilità dei politici se i fumatori di marjuana saranno più colpiti dei cocainomani. La commissione incaricata di stilare le quantità, dice infatti Fini, è composta «da esperti e non da politici», in tutto 11 consulenti tra professori di tossicologia e direttori generali del ministero della Salute incaricati dal governo di fissare i minimi di liceità nel possesso delle sostanze stupefacenti comunque in base alla nuova legge antidroga voluta dal governo. Qquesti undici "esperti" (che si dimentica di dire Fini, sono tutti vicini ad An) hanno catalogato in tutto una decina di "principio attivi", tra sostanze allucinogene, oppiacei e sostanze psicotrope.
«Le tabelle relative alla quantità di stupefacente oltre la quale scatteranno le sanzioni penali previste dalla nuova legge sono improntate a buon senso e misura - dichiara trionfante il ministro Giovanradi (cofirmatario del provvedimento insieme a Fini) - Per i tossicodipendenti ci saranno maggiore prevenzione e maggiori possibilità di recupero. La linea dura invece è riservata agli spacciatori».
Che le cose non stiano esattamente così però è la sessa legge a dirlo nel capitolo destinato alle sanzioni. Chi sarà beccato, ad esempio, con meno di quei 20 spinelli che segnano il limite da consumo e spaccio, sarà comunque soggetto a sanzioni amministrative: dal ritiro della patente al sequestro del motorino, dalla sospensione del passaporto al ritiro del permesso di soggiorno se il segnalato è uno straniero. Se invece la dose di sostanza stupefacente posseduta sarà superiore il rischio è di finire in carcere: si parte dai 6 anni, si arriva ai 20 nei casi in cui l'imputato ha pesanti precedenti e multe dai 26 ai 260 mila euro.
«Per il possesso di più di 500 milligrammi di principio attivo di canapa si sarà processati come spacciatori presunti con una pena prevista da 6 a 20 anni di carcere - commenta Franco Corleone, ex sottosegretario alla giustizia e presidente di "Forum droghe - Questa triplicazione delle pene rispetto a quelle attuali, già alte, provocherà più arresti, più detenuti, più vittime. La conseguenza sarà l'esplosione delle carceri e la disperazione nelle famiglie».
Antiproibizionisti ed esperti condannano
La legge viene duramente attaccata dagli antiproibizionisti, tra cui Vladimir Luxuria, attiva da anni nella comunità transgender romana, candidata di Rifondazione comunista e collaboratrice di Liberazione. «Essere antiproibizionisti -osserva Vladimir Luxuria- significa non condannare un ragazzo che fuma una canna al carcere né regalare soldi alle mafie».
"Le tabelle della commissione istituita dalla legge Fini Giovanardi sulle droghe sono prive di qualsiasi logica e propagandistiche, criminalizzeranno migliaia di consumatori di canapa - sottolinea Indy Stroppa coordinatore del Progetto Green .
La legge Fini Giovanardi colpisce i piccoli consumatori e crea le condizioni affinchè il traffico internazionale di stupefacenti cresca in modo esponenziale."

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