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DOPO LA CANAPA È IL MOMENTO DELLA COCAINA
E´ vero che i Centri asilanti sono diventati centrali dello spaccio e cosa si può fare per evitarlo ?
La parola agli esperti.

on the web

di Emanuele Gagliardi e Carlo Silini  inchiesta del  Corriere del Ticino sul mondo delle droghe (23 gennaio 2004)

IL TICINO  DELLE  DROGHE.
<Le operazioni anti--canapa dell`ultimo anno non devono trarci in inganno. Sono servite certamente, ma sul fronte della droga in Ticino siamo tornati a livelli degli anni Ottanta, quando i tossicodipendenti andavano a rifornirsi nei  quartieri di Milano> ci dice Patrick Indy Stroppa, animatore del progetto cooperativo di sostegno e di critica sociale Progetto Green, e coordinatore del neo nato <Centro  Antiproibizionista> situato all`Antica Osteria Morganti di Someo, oltre che animatore di un sito internet (www.green-coop.cha volte polemico nei confronti delle istituzioni, ma assai documentato sul mondo della canapa di casa nostra.

COPRIFUOCO ?
Stroppa è preoccupato dalla facilità con la quale in Ticino ci si può rifornire di sostanze stupefacenti. <Se ne trovano senza sforzo attorno a tutti i centri per rifugiati.
E viene smerciata al dettaglio un po' ovunque: a Locarno (.) a Bellinzona in qualche bar, così come a Mendrisio.
E naturalmente a Lugano (.)
Un allarme lo sappiamo condiviso dalle autorità politiche, al punto che nel giugno scorso  il sindaco di Lugano
Giorgio Giudici, aveva invocato un intervento repressivo e prospettava addirittura un coprifuoco alle 22 per gli ospiti dei centri di accoglienza.
Un orientamento provocatorio, ma in cui lo stesso
Stroppa in parte può riconoscersi: <Giudici ha il merito di aver sollevato il problema dei centri asilanti. Non è giusto dare ospitalità a persone che vengono espressamente per spacciare, e magari tornano otto e dieci volte per lo stesso motivo. Queste sono persone pericolose che rubano il posto a chi ha davvero bisogno di asilo. Diciamolo: c`è un`industria dei rifugiati.>
La situazione in ogni caso, mette a disagio la piccola comunità dei
600 africani del Canton Ticino che nei mesi scorsi ha ripetutamente parlato di un <clima poco favorevole> nei suoi confronti ed ha invitato ad evitare i pregiudizi.
Osservazioni comprensibili:
ma è un fatto che le cronache degli ultimi anni sono piene di operazioni di Polizia che si sono concluse con sequestri di <bolas> di cocaina o di altre droghe nelle camere dei centri d`accoglienza a Paradiso, a Capolago, a Bellinzona eccetera..


CI VORREBE UN ESERCITO
Ma com`e possibile vien da chiedersi, che pur sapendo perfettamente che in queste strutture si sviluppano traffici illeciti le forze dell`ordine non riescano a controllare il fenomeno ? Lo abbiamo chiesto al procuratore Antonio Perugini, uomo simbolo  dlla lotta alla droga e in particolare alla canapa nel nostro Cantone.
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Prima di tutto ci tengo a dire che non sono tutti gli africani. Per capirci, non abbiamo mai avuto casi di spaccio da parte di famiglie di asilanti africani. Però è vero che sempre più spesso lo spacciatore risponde all`identikit dell`africano giovane, single, senza istruzione.>
Come si possono fermare ?, gli chiediamo. <Il problema e`che o li segui tutti, e allora ci vorrebbe un esercito, oppure li blocchi dove spacciano. (.)  Da questo punto di vista chiudere la piazza di Lugano, significa spostare il problema a Bellinzona o altrove.> (.)

CHIUSI I CANAPAI SI PASSA AD ALTRE SOSTANZE
Fin qui abbiamo parlato degli spacciatori. Ma all`altro capo del problema ci sono naturalmente i consumatori di cocaina, chi sono ? <Il rischio  - ci dice Indy Stroppa  - è che ora che hanno chiuso tutti i canapai, molti consumatori di canapa, passino alla coca. Oggi non possono più andare semplicemente dal canapaio e rifornirsi, ma devono rivolgersi agli spacciatori di strada, cioè ai malavitosi che si portano addosso vari tipi di sostanze (le bolas di eroina, cocaina e a volte canapa) e possono benissimo dire al ragazzino che cerca lo spinello che oggi non ne hanno, ma se vuole può prendere un po' di cocaina che costa così poco.>
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Sarà   - obietta in proposito Perugini  - ma l`effetto delle chiusure dei canapai ora ha chiarito il quadro. Finalmente è passata l`indicazione dell`illegalità a fronte di una libertà di acquisto incondizionata.
Ora i ragazzi lo sanno: è illegale e fa male. continua

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Dodicici anni dopo Platzspitz
Dodici anni dopo Platzspitz, dipingere il quadro delle dipendenze nel nostro Cantone e in Svizzera non è complicato: gli uffici Federali preposti non sono avari in statistiche.
In Svizzera le persone più fragili e sensibili, ovvero quelle vittime da dipendenze, sono bel oltre il 20% della popolazione.
continua Click

AUMENTATI  I DECESSI PER DROGA IN SVIZZERA ED ITALIA
Su decessi, <effetti collaterali> e ordine pubblico.
Queste cose, Progetto GREEN le dice dal 1998
@
Il numero di decessi dovuti a sostanze stupefacenti in Svizzera è in aumento non in diminuizione.
Il problema è che statisticamente ormai la <poli>dipendenza> permette che sfuggano all'accertamento del motivo e/o della causa vera del decesso.
Non sempre è la classica overdose ad uccidere, la cocaina, l'ecstasy, l'LSD e le droghe sintetiche uccidono anche con <dosaggi> normali. Provocano ictus, infarti, arresti cardiaci che le statistiche non sempre registrano, così come non vengono considerati gli incidenti stradali, quelli professionali e domestici causati dalle droghe.
I casi di decessi da overdose di eroina sono nell'80% di persone che hanno concluso un percorso di recupero in comunità: su questo non possiamo non riflettere.

@ Gli
effetti di ecstasy (ma anche di cocaina, LSD, droghe sintetiche ecc.) sono devastanti <sui cervelli> dei giovani, la <droga della domenica> a detta di alcuni non pericolosa socialmente, in realtà è pericolosissima.
Ha effetti devastanti in particolare sugli adolescenti in quanto non avendo completato la sinaptogenesi, la ragnatela di comunicazione neuronale, vanno incontro a danni irreversibili. A Zurigo e Basilea sono già noti casi di giovani che soffrono di turbe psichiche considerevoli, amnesie temporanee e crisi epilettiche.
Infarto, ictus, edema polmonare, polmoniti, perdita dell'olfatto, epilessia, impotenza e frigidità sono gli altri effetti collaterali.

@ Il traffico di sostanze stupefacenti del Ticino si riversa su Lugano. Dopo la <chiusura> di Piazza Indipendenza: scena aperta ticinese, la piazza di spaccio si è diffusa e globalizzata. Vi operano scientificamnete un centinaio di persone, suddivise in alcune squadre etnicamente ben definite ed ognuna con le proprie sostanze.

@ I tossicomani indigeni svolgono funzione di intermediari su commissione, contrattando con i giovani che transitano o che escono dalle scuole o con quelli che quotidianamente si ritrovano in Piazza Dante.
Il controllo territoriale assoluto che hanno delle strade e delle piazze (con picchetti per l'avvistamento delle pattuglie di polizia in uniforme ed in borghese) fa sì che il loro controllo ed il loro reperimento sia quasi impossibile.

@ La caratteristica di questa gente: sono quasi tutti asilanti.
E, se è vero che non tutti gli asilanti sono delinquenti potenziali, valida sembra essere per contro la constatazione seguente: quasi tutti coloro che da noi intendono delinquere, lo fanno partendo da un paravento che si chiama richiesta d'asilo.

@ A Lugano gli agenti colpiscono duramente, ma sembra essere una goccia nel mare. Nel mare che è la Svizzera, perchè è chiaro che Lugano è solo uno dei tanti terminali di questa criminalità, che agisce in tutto il Paese.

@ La perdita del controllo del territorio, da parte delle forze dell'ordine negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti; da qui l'importanza di uno stretto collegamento, fra le associazioni da <trottoir> (come Progetto Green), che agilmente si muovono sulle scene a rischio, con le forze dell'ordine, i servizi di recupero e gli enti preposti allo studio del fenomeno.

@ Un reciproco scambio di informazioni, consentirebbe un maggior
controllo del territorio e di conoscenza del fenomeno da parte delle Autorità, relativamente a persone e sostanze vecchie e nuove che circolano nel Cantone.

RAPPORTO DIPENDENZE  2003
DI PROGETTO GREEN

Martedì 3 dicembre 2003 ore 8.05
Colpo di fantasia del Fronte della canapa
I CANAPAI TUTTI GRAZIATI IN TICINO ?
di Artemio Lo Castro
Se la ridevano sotto i baffi stamattina alle nove, nella sede ndi Assocanapa, all`Antica Osteria Morganti di Someo, in Vallemaggia. continua


SUL FRONTE DELLA CANAPA
Coltivatori e canapai sotto inchiesta avrebbero potuto essere scagionati.  Click

Il sito ufficiale  di
ASSOCANAPA

Tutto sulla guerra della canapa in atto in Ticino

CANAPA WAR
a cura dell`associazione Svizzera degli estimatori di canapa

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