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Sabato 18 e domenica 19 ottobre 1997 Le opinioni ed i giudizi del ticinese medio sono stati messi a fuoco in 12 sondaggi d'opinione condotti dal sociologo Emilio Gerosa che ha fotografato la nostra realtà (dal dicembre 1995 al dicembre 1996): "Un insieme frastagliato dove emerge un atteggiamento pacato, tollerante e maturo, capace di districarsi nelle vicende quotidiane. Ai pregiudizi è lasciato poco spazio". I temi affrontati vanno dalla sessualità alla malattia mentale, dal futuro delle Tre Valli alla disoccupazione; i risultati, a volte, non mancano di stupire. I dati sono raccolti nel fascicolo "Una Svizzera allo specchio" (disponibile gratuitamente) commissionato dal Dipartimento approfondimento e cultura della TSI e dalla produzione del programma "Era Ora".
servizio di SIMONETTA CARATTI
Chi siamo? Forse non si può trovare la risposta tra i risultati dei sondaggi, seppur condotti con perizia metodologica, ma i dati forniscono indicazioni utili per comprendere meglio i comportamenti, i valori sociali e i bisogni dell'uomo di oggi. "I mutamenti sociali ed economici degli ultimi trent'anni hanno fatto emergere nuovi stili di vita" ha sottolineato Gerosa. "Due teorie in conflitto sono di scena. La prima, di tipo sociologico, evidenzia come il maggior tempo libero (liberato dal tempo di lavoro) favorisca l'autonomia dell'individuo che interrotta la routine e lo stress produttivo può concentrarsi sul proprio piacere. A questo riguardo in Francia già nel 1981 il tempo libero aveva superato quello dedicato al lavoro e alla famiglia. È una tendenza a livello nazionale e mondiale. La seconda teoria, più economica, vede sorgere altri comportamenti: l'egoismo, l'individualismo e l'aumento delle scelte operate da chi detiene il potere contro la volontà di chi ne è privo". Accettato il folle e la «lucciola» Consideriamo alcuni tra i risultati più significativi dei 12 sondaggi condotti con interviste telefoniche su campioni rappresentativi della Svizzera italiana. Una maggiore accettazione dell'altro è stata evidenziata dal rispetto del folle (tutti i ticinesi riconoscono l'esistenza della malattia mentale, il 70% ne fornisce un significato abbastanza corretto e il 40% conosce direttamente una persona con disturbi mentali) e della prostituta (vedi grafico). Sull'omosessualità perdura qualche perplessità: per il 47% è contro natura, mentre per il 40% è un aspetto della sessualità. Sempre in tema di sesso: "Due persone su tre vivono positivamente la propria sessualità anche tra le generazioni più anziane. Il 44% raggiunge il piacere, il 5% l'estasi mentre il 3% usa termini negativi ed un quarto neutri". I giovani danno risultati significativi: "Nove intervistati su 10 si sentono responsabili per la propria vita, il 70% si sente integrato nel tessuto sociale ed il 60 % è ottimista verso il futuro". Il 63% dei giovani ha espresso una visione degli adulti molto negativa: li giudica ipocriti (11%), venali (8%), problematici (8%), mediocri (7%), egoisti (6%) e vuoti (6%). Positive invece le relazioni con i genitori (per 3 intervistati su 4 il rapporto è buono). "Questi elementi - ha commentato Gerosa - suffragano la teoria del tempo libero: una maggiore autonomia favorisce un rapporto più democratico tra genitori e figli". sul «Corriere del Ticino» di venerdì 17 ottobre a pagina 13
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