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La falce delle overdose 
Preoccupa l'aumento dei decessi per abuso di droghe 
Le morti legate agli stupefacenti hanno registrato in Svizzera un'impennata, passando da 177 a 212. Il Ticino è il Cantone con il maggiore incremento. Tra le possibili cause, il boom della cocaina e il consumo combinato di sostanze 
« Il mondo della droga sta cambiando. Se un tempo il consumatore aveva una sostanza prediletta, si sta facendo sempre più strada il fenomeno della politossicodipendenza » . A parlare è 
Mirko Steiner, 
presidente della Commissione di esperti in materia di droga del Consiglio di Stato, che non nasconde la sua preoccupazione in merito al recente aumento dei decessi per abuso di stupefacenti. Una tendenza legata a doppio filo con il consumo combinato di più sostanze. « L'eroina - spiega Steiner, che è anche responsabile del Centro terapeutico di Villa Argentina - è stata gradualmente soppiantata dall'utilizzo contemporaneo di cocaina e oppiacei. Fanno poi da cornice alcol, psicofarmaci e droghe da viaggio (allucinogeni, ndr)». Sostanze, le prime, che il tossicodipendente si inietta contemporaneamente per endovena - il cosiddetto speedball - o consuma a momenti alterni. « Questo crea un quadro estremamente più complesso in termini di sintomi clinici, terapie, danni fisici e psichici». Le vittime della droga nel Paese sono state l'anno scorso 212; 35 in più rispetto al 2004. Si tratta dell'incremento più consistente negli ultimi 8 anni. Il Ticino è il Cantone che registra il maggior margine di crescita con una progressione da 7 a 17 vittime (il balzo è del 70%). «Il problema - tiene a precisare Steiner - va affrontato con pragmatismo. Prima di gridare al lupo varrebbe la pena di chinarci sui dati: referti di morte, tipo di sostanza e fascia d'età delle vittime. Informazioni non ancora a nostra disposizione e fondamentali per un'analisi attenta in vista di possibili provvedimenti » . « Nonostante l'inversione di tendenza - prosegue il nostro interlocutore - siamo ancora ampiamente lontani dalle 400 vittime registrate nel 1992 » . Periodo in cui la drammatica realtà delle scene aperte del Platzspitz e del Letten di Zurigo, portarono alla creazione di un sistema a quattro pilastri nella lotta alla droga. Oggi il panorama è mutato drasticamente. Quali le prospettive?
« Il mercato della cocaina è in espansione in tutta Europa: per questo genere di sostanza manca un medicamento sostitutivo come il metadone. L'astinenza è più psicologica che fisica e, dal punto di vista terapeutico, l'approccio diventa maggiormente articolato». Anche in termini di prevenzione il discorso è il medesimo. «L'eroina trovava terreno soprattutto ai margini della società. Con la cocaina il discorso diventa trasversale, coinvolge tutte le classi sociali e le fasce di età. Diffi- cile imbastire una campagna mirata » . Il boom della polvere bianca potrebbe essere legato anche alle sollecitazioni del mondo del lavoro, allo stress e alla logica degli obiettivi. «La cocaina è una droga performante, dà lucidità mentale e combatte la fatica», spiega Steiner. « Una volta terminato l'effetto ecco sopraggiungere stanchezza e depressione in dosi ben maggiori. Una cambiale in bianco sulla salute in cambio di qualche momento di euforia » . A preoccupare maggiormente lo specialista è però l'uso voluttuario della sostanza. « La cocaina è "in". La sera, in discoteca e durante le feste, le dosi vengono vendute a costi irrisori e l'abuso è sempre dietro l'angolo » . Un abuso che rende difficile la gestione delle urgenze:«Le sostanze si mischiano, i quantitativi variano; vi è chi prende troppa coca e poi passa all'oppiaceo per ridurre il senso di eccitazione, chi preferisce abbinarla a qualche pastiglia d'ecstasy o a sostanze da viaggio. Per non parlare poi delle dosi tagliate con ogni tipo di prodotto » . Un cocktail che rende estremamente difficile il lavoro dei sanitari e dagli esiti, a volte, letali. 


ARMANDO SCANO, POLIZIA CANTONALE 
Il capo dell' antidroga, un' ufficiale della nuova generazione, cresciuto alla "scuola di Clemente Gioia", è sempre molto attento al contesto "generale" del problema dipendenze, e dunque non solo repressivo. Cio' fa si' che la sua intervista al Corriere del Ticino, sia particolarmente interessante,
Vai all' intervista CdT

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