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PATRICK STROPPA, PROGETTO GREEN «Molte morti tendono purtroppo a rimanere nascoste nell'ombra» «I dati parlano chiaro. Le ultime cifre forniteci dall' Ufficio federale di sanità indicano come le persone vittime di una dipendenza superino il 20% della popolazione. Oltre il 6% ha problemi d'alcolismo, un altro 5% fa un uso smodato di farmaci, e abbiamo una percentuale fisiologica del 4% di politossici: persone che mettono in pericolo la loro vita consumando cocaina, eroina e droghe sintetiche. Per non parlare poi della tematica canapa. Tutto questo è sintomo di un enorme malessere sociale ». Patrick Stroppa coordinatore del progetto Green (programma di sensibilizzazione su tematiche sociali concernenti anche le dipendenze) non usa mezzi termini per illustrare il panorama degli stupefacenti. Una realtà sempre più nascosta, sostiene, e della quale i dati sulle vittime non rappresentano che la punta dell'iceberg. «Fino agli anni '80 il tossicodipendente era facilmente identificabile. Aveva una sua iconografia, un abbigliamento chiaro e luoghi d'aggregazione precisi. Il costume, oggi, è evoluto. Le cosiddette scene aperte del Platzpitz e del Letten a Zurigo e, più in piccolo, del Parco Ciani a Lugano, sono state "assorbite" dagli istituti di recupero». «Se il numero di eroinomani è rimasto sostanzialmente stabile - prosegue Stroppa - i sequestri di cocaina e di ecstasy sono cresciuti esponenzialmente. I consumatori di questi stupefacenti tendono però a rimanere nascosti. Non muoiono nei gabinetti pubblici con la siringa nel braccio. Cocaina, ecstasy, LSD e droghe sintetiche provocano infarti, ictus e arresti cardiaci che le statistiche non registrano, così come non vengono considerati gli incidenti stradali, professionali e domestici dovuti ad un abuso. Episodi più frequenti di quanto si pensi e le cui reali cause restano in ombra » . Un problema che, secondo Stroppa, coinvolge in maniera crescente anche il mondo del lavoro.
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