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Con questo modesto contributo, Progetto Green intende fornire una fotografia dell'attuale situazione, nel nostro Cantone e in Svizzera, relativamente al dilagare delle dipendenze o se preferite delle tossicomanie. In secondo luogo - e la cosa non è contradditoria - infondere nel lettore in buona fede, qualora affronti il problema delle dipendenze ( o nel gergo volgare della droga ) una maggiore serenità: è necessario infatti liberarsi dal poliziotto che si ha in testa, smetterla di considerare viziosi o miserabili coloro che hanno scelto un cammino diverso, finirla con la ricerca di un capro espiatorio, con quelle reazioni di rigetto che, lo sappiamo, portano diritto ai campi di concentramento o nelle >strutture< decentrate per giovani e anziani.... In una società che talvolta guarda all'abitudine di ubriacarsi con una certa fierezza nazionale, è forse esigere troppo? Del resto quale altro crimine hanno commesso questi giovani se non quello di rifiutare la struttura organizzativa nella quale si vogliono far vivere (devono vivere), e di volere; subito e adesso, quel piacere di cui sono state totalmente private le loro prospettive di vita? Con che diritto giudicarli, con che diritto inoltre pretendere di vedere in essi soltanto degli ammalati? E se si cercano dei responsabili perchè non cominciare a interrogare noi stessi? Noi non abbiamo soluzioni politiche da suggerire, non misure sociali da proporre. Possiame pero' dire ciò che vediamo e ciò che sappiamo, e vorremmo che un giorno, nella loro chiesa, nel loro lavoro, nel loro riposo, le persone si fermassero, non fosse che per qualche ora, e si domandassero, - e non solo i genitori - se, fra di loro e attorno a loro, sanno far regnare abbastanza calore, presenza, autenticità, e meditassero sul mondo che preparano a coloro che vengono dopo di noi. Perchè, dopo tutto, questi teppisti sono i nostri figli.
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