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Dopo la chiusura dell' Osteria Morganti, una pausa per Indy si imponeva. Per riflettere, per riposare e per ritrovare l' entusiasmo che puo' nascere solo da nuovi incontri di genti e luci, spazi e idee. Abbiamo beccato Indy al ritorno da un viaggio <full-immersion> in Israele, e visti anche gli avvenimenti degli ultimi giorni ne è nata una intervista veramente inaspettata, che, nello stile dell' effervescente opinionista libertario, si traduce in una seria e lucida analisi di una realtà che a volte supera la fantasia.
Milla Milani: Indy, dopo 16 mesi a Someo in Vallemaggia, un viaggio in Israele. perché, vien da chiedersi proprio li' ? Indy: Dopo 16 mesi nei quali ho goduto di soli 4 fine settimana "di libero", avevo bisogno d' "evadere completamente" di vivere qualcosa di nuovo. Sin da ragazzo ho una viscerale passione per la Storia, in particolare dal Rinascimento ai nostri giorni. ma spazio a 360 gradi. La conoscenza delle vicissitudini del popolo ebraico nel corso dei secoli, anzi dei millenni e l' unicità dell' Olocausto nonché l' univocità dei mezzi di stampa occidentali sempre, piu' o meno velatamente anti Israele o addirittura antisemiti o filo palestinesi, mi hanno indotto a recarmi sul posto per "vedere" di persona. Come socialista, invece, desideravo visitare alcuni "kibbutz" testimonianza di vita collettiva in chiave socialista, di cui Israele è "ricca". Milla Milani: Suvvia Indy mi stupisci, Israele non è il Paese della belva Sharon, dell' Intifada del Muro.
Indy: Vedi sei male informata anche tu, frutto del retaggio catto-comunista di cui ci permeano i mass-media. Storicamente, Israele è frutto della volontà politica internazionale di dare un Paese agli Ebrei dopo l' Olocausto, e alla necessità di dare uno stato ad un popolo perseguitato durante tutta la sua storia. Legittimazione internazionale conferita dal voto dell' Assemblea generale dell' ONU, il 29 novembre 1947, sul piano di divisione della Palestina. Appena istituito Israele viene attaccata dai suoi vicini arabi (1948/49)... Israele è uno stato democratico ove il popolo elegge i suoi rappresentanti al governo del Paese, i palestinesi sono soggiogati al volere di alcune organizzazione terroristiche suddivise a loro volta in fazioni e non hanno nessun "credito democratico a loro attivo". L' apparato affaristico, clientelare e militare di Arafat, che ha goduto di aiuti finanziari di miliardi di dollari dai paesi arabi produttori di petrolio, negli anni 70/80/90, ha causato lutti e sofferenze prima di tutto al popolo palestinese, in favore di pochi clan politici e famigliari, privilegiati dal regime terroristico.
Milla Milani: Tu eri in Israele proprio nei giorni delle elezioni palestinesi in cui ha trionfato Abu Mazen, sei stato anche a Gerusalemme, hai palpato..
Indy: Ho riscontrato per l' ennesima volta come il fanatismo religioso e politico siano figli della stessa madre: l' ignoranza. E, La maledizione di ebrei e palestinesi è di avere un solo paese e di doverlo condividere. Purtroppo sintanto vi saranno "religioni" che non ottemprano ai dettami della "carta dei diritti dell' Uomo" e, che non sono state "filtrate" dall' Illuminismo, non credo sia possibile una soluzione. Il mondo islamico è da riformare profondamente; è intollerabile che alle soglie del terzo millennio, vi siano delle "istituzioni" politiche alle quali viene data credibilità internazionale, e, che in contrappunto ai loro postulati, usano far scoppiare giovani adolescenti fra la popolazione civile "avversaria".
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