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CANONE INVERSO: DECOLLA IL CONSUMO RESPONSABILE

Le 5 aziende che fanno più pubblicità su Mediaset (Unilever, Ferrero, Barilla, Bolton e Nestlé) si sono viste recapitare una lettera che dice tra l'altro: "ogni volta che io acquisto un vostro prodotto, nel prezzo che pago mi trovo obbligato a pagare anche la quota delle vostre presenze pubblicitarie su quelle reti e quindi a finanziare, contro la mia volontà,
Silvio Berlusconi rendendogli conveniente permanere nel suo conflitto di interessi e permettendogli di mettere in gravissimo pericolo la libertà di informazione in Italia". Fa parte dell'iniziativa di un ciuffo di ragazzi e ragazze "smanettoni", si conoscono su Internet all'inizio del 2002, chattando, frequentando forum, gruppi di discussione, e mailing list. Hanno dai 19 ai 74 anni, non si sono mai visti prima, e molti di loro non si sono tuttora mai incontrati di persona, ma hanno tutti una stessa idea: risolvere il problema del conflitto di interessi e del monopolio dell'informazione tv con le proprie scelte di acquisto.
Dopo alcuni mesi di proselitismo e l'adesione di volontari con le esperienze e le professionalità più varie, molti di loro con nessun precedente di attivismo né sociale né politico, hanno iniziato a fare sul serio, si danno un nome, CoRe, e creano all'inizio di aprile 2002 un sito Internet, pochi giorni dopo, il 20 aprile, esce l'articolo di Umberto Eco "Lo sciopero dei consumatori della pasta Cunegonda" e le visite al sito Internet si impennano; organizzano un gruppo di persone che fanno i turni per monitorare le pubblicità che passano su Mediaset (oltre 5.000 spot pubblicitari al mese, un campione di tutto rispetto), redigono una classifica mensile delle aziende più presenti con le loro pubblicità su quelle reti, inviano una volta al mese un bollettino a migliaia di destinatari, singoli cittadini e associazioni che a loro volta ridiffondono il notiziario. Per quasi un anno hanno continuato così, prendendo contatti con centinaia di gruppi e movimenti, facendo volantinaggi.
Quando si rendono conto che con le loro sole forze non ce l'avrebbero fatta, riuniscono intorno ad un tavolo 5 associazioni consumatori (che in totale rappresentano oltre 250.000 persone, ognuno con dietro la propria famiglia), Francuccio Gesualdi (allievo di Don Milani, autore della "Guida al consumo critico" e del "Manuale per un consumo responsabile", organizzatore delle due vittoriose campagne di boicottaggio contro la Del Monte e la Chicco-Artsana), e poi Attac (quelli che propongono la Tobin Tax sulle transazioni speculative di valuta), il Bo.Bi.2001 (Boicottare Biscione di Gianfranco Mascia), ecc. E riducono drasticamente da 15 a 5 le aziende comprese nella lista nera ritenendo non proponibile una lista marchi/aziende eccessivamente lunga.
Dall'inizio di maggio il CORE ha cominciato a raccogliere adesioni, che sono arrivate velocissime: Franco Cardini (che non è certo un personaggio riconducibile al centrosinistra), Dario Fo e Franca Rame, Francesco Gesualdi, Beppe
Grillo, Sabina Guzzanti, Marco Paolini, David Riondino, Don Luigi Ciotti, Don Andrea Gallo, Don Enzo Mazzi, Padre Alex Zanotelli, moltissime associazioni tra le quali Articolo 21 Liberi di…, Daniele Luttazzi li cita nel suo spettacolo teatrale e infine il 12 maggio 2003 è arrivata anche l'adesione di Umberto Eco, la ciliegina sulla torta.
Quelli del CORE non mollano e sono decisi a continuare fino a che tali aziende non risulteranno più "tra gli inserzionisti di Mediaset o fino a che non sarà stato risolto in modo credibile il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio"; assicurano che i monitoraggi delle pubblicità proseguiranno, con i risultati tenuti aggiornati sul sito Internet www.consumoresponsabile.it e la lista delle aziende sotto pressione cambierà in funzione delle loro future maggiori o minori presenze pubblicitarie sulle quelle reti in modo da premiare quelle "buone" e punire quelle "cattive".
Possiamo immaginare i prossimi passi: volantinaggi di fronte ai supermercati in favore del "COnsumo REsponsabile per la libertà di informazione", ogni cliente invitato a non finanziare indirettamente il Presidente del Consiglio; e cosa potrebbe succedere se arrivasse anche la collaborazione più o meno silenziosa di un'importante organizzazione sindacale? La rivoluzione e la voglia di una democrazia più pulita, ancora una volta, nascono dal basso. Si inizia da un supermercato per cambiare le regole
Approfondisci l'argomento e vai sul sito ufficiale del CORE

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