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Boselli: «Prendere quella rosa mettersela in pugno e portarla in casa di ciascuno degli italiani». «Il giorno dopo la presentazione del simbolo dovremmo dare vita a migliaia di gazebo, di punti d'incontro per la strada, nelle università, dicendo alla gente: "è accaduto un fatto nuovo, forse il primo da molti anni nella politica del nostro paese"».
Così il presidente Boselli esorta la sua base durante l'intervento finale al Consiglio nazionale che oggi ha compiuto un'ulteriore tappa verso la formazione del nuovo soggetto politico insieme ai radicali.
Molti i temi trattati nella relazione iniziale di Boselli che non manca di rispondere indirettamente a Bobo Craxi che ieri nell'assemblea congressuale del Nuovo Psi aveva proposto di presentarsi con il Garofano alle amministrative.
Il presidente dello Sdi elude questa possibilità e ribadisce che la Rosa sarà presente anche alle elezioni amministrative. «Sul terreno delle prossime elezioni amministrative dobbiamo mettere al più presto in campo la Rosa nel pugno, poiché è impensabile che socialisti e radicali, mentre si presentano uniti alle elezioni politiche, possano andare in ordine sparso nelle altre prove elettorale».
La rosa nel pugno «è il simbolo dell'Internazionale socialista e di molti altri importanti partiti europei - aggiunge Boselli - ci sono tutte le condizioni perché abbia un successo politico ed elettorale».
Boselli torna a spiegare l'urgenza delle battaglie laiche. «Noi socialisti assieme ai radicali non abbiamo aperto alcun fronte laico contro la Chiesa, ma abbiamo individuato un nostro fondamentale ruolo comune nel cercare di contrastare l'offensiva neo integralista delle gerarchie ecclesiastiche».
«Nel nostro paese le gerarchie ecclesiastiche si muovono ancora - aggiunge Boselli - come se il cattolicesimo fosse la religione di Stato e tutti gli altri culti e le altre concezioni filosofiche fossero tollerate o comunque destinate a svolgere un ruolo modesto. Il presidente della Conferenza episcopale in prima persona, non solo ha difeso i valori della Chiesa, come era del tutto naturale, ma ha dato dettagliate indicazioni sul modo piu' efficace con cui vanificare il referendum sulla procreazione assistita». «Dato che noi non ci sogniamo di esercitare forme di censura, tanto meno nei riguardi della Cei, l'unica strada che ci restava era quella di rilevare che così erano state poste le premesse per il superamento del Concordato».
Il neonascituro soggetto politico cresce, speriamo non si perda nei soliti vicoli delle diversità e delle differenze, ma che abbia la forza di trovare nel confronto e nel dialogo, con un arricchimento collettivo, una strada maestra che ci porti all' alternativa.
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