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PICCOLI FASCISTI CRESCONO
di SAMUELE MILANI Facendo sgomberare dalla Polizia Comunale, il Progetto Green da Piazza Indipendenza, il ras luganese ha gettato la maschera, confermandosi un personaggio autoritario (da non confondere con autorevole) e di scarso spessore politico.
Da' una gran tristezza una Citta' che divide i Cittadini di serie A da quelli di serie B. Quelli che hanno tessere di partito, padrini e appoggi, da quelli che hanno solo la tessera di Uomini Liberi. Che esempio terribile hanno dato ai giovani ai quali e' stato dimostrato che la soluzione ai loro problemi piu' elementari: come il lavoro, la casa, il progresso nella carriera, dipendono dalla forza del clan al quale sono legati, e non dai loro meriti.
Anche per le associazioni, a Lugano, vale lo stesso discorso, vi sono quelle di serie A, che hanno privilegi, permessi e corridoi preferenziali, poi le altre, quelle di serie B: hanno se nel caso ritagli, avanzi da periferia. vengono poste ai margini.
E' sintomatico, ed e' cronaca di questi giorni, come sia difficoltoso se non impossibile dialogare con il Municipio luganese, quando si tratta di giovani (vedi molinari) o associazioni e collettivi che operano in modo non convenzionale. (vedi Progetto Green, Tattoo Convention ecc.)
Il fatto poi che, il Municipale <socialista> avvalli questa linea dispotica e socialmente perlomeno <disonesta>, conferma che la politica consociativa, ha fatto si' che interi settori della Citta', siano stati occupati dai Partiti: la vendita delle poste a meta' prezzo, la privatizzazione delle aziende municipalizzate, le commesse e il business dei puttanai (Bignasca) ne sono le prove piu' eloquenti.
I partiti che governano la Citta', (i 5 municipali hanno 50 Consiglieri Comunali su 50 > maggioranza bulgara ?) mantengono una litigiosita' di facciata mentre in pratica la loro attivita' si riduce alla spartizione delle poltrone all'interno di un sistema clientelare e sempre piu' consociativo >>
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