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L'EDITORIALE: <Affaire> Bazzi la "lupara bianca" colpisce ancora di Patrick Indy Stroppa Da <girovago> per lavoro quale sono, nei giorni scorsi ho appreso in quel di Zurigo, dalle pagine del Corriere del Ticino, che il collega Marco Bazzi sarebbe coinvolto nell'inchiesta <globalizzata> sulla pedofilia/internet nata negli Stati Uniti. Senza nemmeno aver bisogno di verificare tali notizie, esprimo a mio nome e di <Progetto Green>, la nostra solidarieta' a Marco Bazzi, giornalista indipendente e. scomodo. Personalmente, sono esterefatto per la facilita' con cui, sulla base di labili notizie, si sbatta il <mostro> in prima pagina. Senza nemmeno sentirsi in obbligo di verificare l'attendibilita' di notizie che ledono irrevocabilmente l'onorabilita' e la professionalita' del giornalista; senza interpellarlo e scordando che nel nostro Paese sussiste, sino a che mi si dimostri il contrario, la presunzione di innocenza. Spesso accade che, parlando di problematiche quali pedofilia, dipendenze, drogati, stranieri ecc., se ne parli a sproposito. Senza cognizione, in assenza di una formazione atta a comprendere. Ho quattro figli, dunque come genitore sono preoccupato; ma come Cittadino non ritengo educative le crociate populiste: non salvaguardano i nostri figli, e nemmeno aiutano a curare chi ha la sfortuna di avere simili patologie. P.Stroppa
n.d.r. Ho scritto queste righe seduto in treno fra Zurigo e Ginevra, il giorno in cui il Cdt, ha posto in <essere> l'onorabilita' e la professionalita' del collega Bazzi. Il giorno stesso le ho <faxate> a La Regione, convenendo con il collega Manna, che fossero pubblicate nell'edizione successiva. Probabilmente per motivi di spazio non e' stato possibile: la pubblicazione del <pezzo> e' avvenuta su La Regione il 1 ottobre 2002.
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