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ANNIVERSARI - La data segna l'inizio del cammino verso una nuova politica della droga a livello nazionale Dieci anni fa chiudeva il Platzspitz Poco dopo Zurigo chiese di avviare la distribuzione controllata di eroina
Dieci anni fa, il 5 febbraio 1992, il Platzspitz di Zurigo fu chiuso dalle autorità. Il tentativo di far scomparire la cosiddetta «scena aperta» fallí, tuttavia quella data segnò l'inizio del cammino verso una nuova politica della droga a livello nazionale. Oggi riportato ai suoi antichi splendori, il parco del Platzspitz, a ridosso del Museo nazionale e a due passi dalla stazione centrale di Zurigo, assurse nei primi anni '90 a notorietà internazionale con il soprannome di «needle park» (parco delle siringhe). Nell'anno precedente alla chiusura nel parco si registrarono 21 morti per overdose, 3.600 tossicodipendenti dovettero essere rianimati e furono distribuite 5 milioni di siringhe sterili. Ogni giorno si riunivano fino a 3.000 tossicodipendenti provenienti da tutta la Svizzera. Alla chiusura si arrivò in seguito a una decisione del prefetto di Zurigo, il magistrato che ha l'autorità di sorveglianza sulle autorità cittadine. L'ordine di chiusura sollevò molte critiche, perché fu preso senza pensare a possibili misure d'accompagnamento. E in effetti la misura non ebbe l'effetto sperato: spacciatori e tossicomani si spostarono dapprima nelle strade del «Kreis 5» e trovarono nel giro di breve tempo una nuova sistemazione nella stazione in disuso del Letten. A dieci anni di distanza il municipale Robert Neukom, all'epoca responsabile della polizia, guarda comunque a quel periodo come a una svolta. Un'opinione condivisa anche da Attilio Stoppa, allora delegato ai problemi della droga nel canton Zurigo, secondo il quale l'impotenza di fronte al riacutizzarsi del problema al Letten portò alla convinzione che non si trattava soltanto di un problema circoscritto a Zurigo, ma di portata nazionale. Pochi mesi dopo la chiusura del Platzspitz, la città di Zurigo chiese a Berna di poter aprire un primo centro per la somministrazione controllata di eroina a un gruppo di 50 persone gravemente dipendenti: un tipo di offerta di cui oggi possono usufruire in varie città della Svizzera tedesca 1.200 tossicomani. A Berna, Basilea e più tardi anche a Zurigo, furono invece realizzati i primi «Fixerräume» (locali di iniezione) dove i tossicomani possono iniettarsi le dosi in condizioni igieniche accettabili. Con la realizzazione di un centro di rinvio per tossicomani provenienti da altri comuni o cantoni, Zurigo iniziò inoltre a far pressione su questi ultimi affinché si prendessero a carico i «loro» tossicomani. Un contributo sostanziale per spianare il cammino della nuova politica della droga «dei quattro pilastri» (prevenzione, terapia, riduzione dei rischi e repressione) che ha introdotto i principi «dell'aiuto alla sopravvivenza» e della «riduzione del danno», fu la chiusura, il 14 febbraio del 1995, del «supermercato della droga» del Letten, che segnò la fine dei grandi ammassi all'aperto di tossicomani e spacciatori. Secondo Attilio Stoppa furono proprio i dati agghiaccianti relativi al Letten, con 91 morti per overdose nella sola città di Zurigo nel 1991 (contro i 39 del 2001), ad aprire gli occhi dei politici alle nuove strategie che fino ad allora circolavano solo fra gli addetti ai lavori. Oggi secondo gli esperti Zurigo è la principale piazza svizzera per lo spaccio di droghe pesanti. La «scena aperta» di un tempo è stata confinata «al chiuso», con tossicomani e spacciatori che continuano a darsi appuntamento sulla Langstrasse, ma devono cercarsi una camera per passarsi la «roba». Secondo Erich Schönauer, del dicastero della sanità di Zurigo, le nuove misure hanno però fatto scomparire le forme più gravi di indigenza legate al consumo di eroina. In dieci anni il numero di tossicomani integrati in una delle varie offerte di aiuto - programmi volti all'astinenza, metadonici o di somministrazione controllata di eroina - sono più che raddoppiati, con circa 20.000 persone che oggi vi fanno ricorso. dal Giornale del Popolo 2 febbraio 2002 @ Dieci anni dopo Platzspitz... di Patrick Stroppa @ Su decessi <effetti collaterali> ed ordine pubblico
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