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Lettera aperta di Patrick STROPPA: presidente onorario di Assocanapa a Antonio PERUGINI, magistrato Caro Perugini, da 25 anni seguo la cronaca <nera> del nostro Cantone, conosco i meandri di Palazzo di Giustizia e mi pregio dell'amicizia di funzionari di Polizia, che nella loro professione, hanno lasciato una traccia indelebile relativamente a coerenza professionale e sentimento etico nella professione svolta. Personalmente, quale fondatore del Progetto Green, e di presidente onorario di Assocanapa (associazione Svizzera degli estimatori di canapa e non piu' associazione dei coltivatori, rivenditori ed estimatori dal Novembre 2001), sono sempre intervenuto a favore del potenziamento di questa Procura, che pur avendo un carico di lavoro pari a quella di Zurigo, ha un organico dieci volte inferiore. Mi rendo conto che il problema è squisitamente politico e che presumibilmente, visto che < tri falli fà un rigur> così come in Legge <tre indizi danno/forniscono una prova>, la classe politica ticinese ha interesse che questa Procura rimanga sottodimensionata, e, non sia, per le ristrettezze <ambientali> nelle quali opera, in grado di far fronte alle varie emergenze sul territorio. I casi Canepa, Moccetti, Bignasca e la vergognosa vicenda del dottor Pelloni insegnano, che vi è una Giustizia a due velocità, che sempre più arranca... <ostaggiata> da una nomenklatura politica che governa consociativamente il Paese... (il Governo è rappresentato da 88 parlamentari su 90 in Parlamento... siamo forse una <democrazia Bulgara> ?) Ho seguito la <politica> dei vari Procuratori Generali succedutisi da Paolo Bernasconi, (cavallo di Troia targato CEE per lo smantellamento del <segreto bancario> svizzero), ed altri che sono transitati negli anni successivi in Procura, senza peraltro lasciare traccie rilevanti del loro passaggio. (il povero Mordasini non ebbe, purtroppo, il tempo di profilarsi) Mentre ho conosciuto con l'avvento del procuratore Marcellini, un Magistrato pacato, preparato, uno stakanovista del lavoro, non avvezzo a frequentare salotti mondani e politici, stoicamente rispettoso del Codice di Procedura Penale. La sera, dell'estate dello scorso anno, ero frammezzo a coloro (personale della Procura e funzionari di Polizia) che attendevano in un bar di Via Pretorio, l'esito dell'inchiesta condotta dal Procuratore Straordinario a carico di Marcellini e Verda. Alla lettura del <verdetto> fui felice per Marcellini, mentre ero rattristato per Verda; che stimo sotto ogni profilo per la sagacia e l'alto profilo professionale avuto in quasi trent'anni di lavoro. Sproporzionata la campagna stampa orchestrata a suo danno, e fuori dal diritto civile e penale la decisione relativa alla < pensione dimezzata>... <decisione presa anticipatamente> rispetto ai termini di condanna, intervenuta in tempi successivi. Ma tant'è così è il nostro ridente e solatio Cantone, che da tempo immemorabile produce, grandi Architetti, virulenti ed illuminati Sindaci, impenitenti Anarchici; e, Magistrati che amano profilarsi politicamente sul palcoscenico Cantonale sfruttando il posto di lavoro che occupano. Personalmente non ho mai apprezzato le sue esternazioni degli ultimi anni, le trovo spocchiose e arroganti, tipiche di altri personaggi, integralisti e cattolici del Cantone pari suo, trovo <anomala> la sua presenza in questa Procura.
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