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RASSEGNA STAMPA CHI HA UCCISO ANTENNA ALICE ? di Graziano Martignoni da il Giornale del Popolo dd. 17.10.2005
La vicenda della liquidazione dell'Antenna Alice, di cui i lettori oramai sanno dalle pagine del GdP di sabato scorso, ha il sapore di un giallo. Come una lettera in una bottiglia nel bel mezzo di un uragano, ho trovato le parole della Consigliera di Stato Patrizia Pesenti in una lettera all'Ufficio federale delle Assicurazioni sociali (UFAS) del 31 agosto del 2004. In esse si sottolineava con chiarezza «l'importante ruolo svolto nel Canton Ticino da molti anni dall'Associazione Alice e dalle Antenne Alice nel campo dell'azione sociale...» e si ribadiva che Alice rappresentava «una componente essenziale della rete di servizi e strutture che operano nel campo menzionato» «Di conseguenza - concludeva l'on. Pesenti - il venir meno dell'Associazione Alice rappresenterebbe una grave perdita per il settore del privato sociale del Canton Ticino». E ancora, «Il Dipartimento della sanità e della socialità auspica pertanto che l'UFAS sappia individuare le soluzioni appropriate alfine di non compromettere la continuità dell'opera dell'Associazione Alice». Affermazioni che attestano con forza e senza dubbi la validità e il valore dell'opera che l'Associazione Alice ha condotto, nei suoi più che venticinque anni di lavoro sul territorio, nella presa a carico ambulatoriale di persone tossicodipendenti. Come interpretare allora di fronte a queste parole autorevoli di solo un anno fa la leggerezza e la freddezza burocratica (anche della stessa Consigliera) con cui oggi si liquida e si espropria l'Associazione Alice delle sue Antenne? Il tutto ha inizio qualche anno fa con un'iniqua e assurda decisione dell'UFAS: alcuni giorni, da contare quasi sulle dita di una mano, di ritardo nell'invio dell'abituale domanda di sussidio e per l'Associazione la conseguente e immediata "condanna a morte" nell'obbligo di restituzione di quella somma, che permetteva di continuare l'attività delle Antenne pagando i salari dei propri operatori sociali, come se per non avere pagato il posteggio vi venisse confiscata l'automobile e anzi peggio ritirata a vita la patente! Il tutto finisce in queste settimane con l'esecuzione vera e propria di quella condanna, un po' come avviene per i condannati a morte della giustizia americana, che devono attendere nel braccio della morte per anni prima di finire sulla sedia elettrica. In questo thriller in cui appaiono molti personaggi del "sottobosco" burocratico, ben allenati a lanciare il sasso e altrettanto abituati a nascondere la mano e il volto, viene il desiderio di sapere, proprio come in un libro giallo, "chi ha ucciso Alice?". Lascia un commento
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ALTRI ARTICOLI SU DIPENDENZE E DINTORNI LAPO LAPO, ALLARME COCAINA TORINO-- 11 OTTOBRE 2005 Il rampollo di casa Agnelli, Lapo Elkann, 28 anni, testimonial della promozione del marchio Fiat, è stato ricoverato in coma all'ospedale Mauriziano per un'overdose di cocaina.
Il dramma è iniziato ieri alle 9,30 del mattino, allorquando una telefonata ha allertato il pronto soccorso. In un biloale, occupato da un noto transessuale, nel centro storico di Torino, c'era Lapo Elkann, privo di sensi per un'overdose di cocaina.
Non riprenderà più conoscenza per tutta la giornata, nonostante gli sforzi dei medici della terapia intensiva dell'ospedale del Mauriziano e le ben sei iniezioni di narcan. Nel pomeriggio trapela che la telefonata al 118 è stata fatta da Lino B., 50 anni, originario di Bari, più noto come Patrizia, uno dei più vecchi travestiti della città, mentre Lino B. era interrogato negli uffici della Digos insieme a Daniele e Gabriele, altri due ragazzi che erano nella casa all'ora del dramma. Sono i tre che hanno spiegato alla Digos che cosa era successo. Che il malore di Lapo è stata la sfortunata conclusione di una notte brava: sesso e droghe.
Gli inquirenti hanno accertato che Lapo avrebbe più volte sniffato cocaina, terminando forse con un cocktail micidiale a base di eroina, oppio e ancora coca, lo speed-ball che ha ucciso star come John Belushi.
In serata il dramma di Lapo Lapo è diventato ormai di dominio pubblico. E Torino rivive, la dinasty, di questa grande Famiglia unta dal Signore da un canto e maledetta dai fatti dall' altro. Lascia un commento
IN AUMENTO I DECESSI PER STUPEFACENTI di Indy STROPPA Il numero di decessi dovuti a sostanze stupefacenti in Italia e Svizzera. è in aumento non in diminuizione. Il problema è che statisticamente ormai la poli dipendenza (una volta i tosicodipendenti si drogavano con una sola sostanza, ora assumono conteporaneamnte piu' sostanza) permette che sfuggano all'accertamento del motivo. Leggi e lascia un commento
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