@BIO NETWORK
FABRIANO MARCHE

ALBACINA è un borgo sorto per opera degli abitanti di Tuficum, che vi giunsero per sfuggire alle
invasioni dei Barbari che distrussero l'antico
municipio romano.

Il nome originario era ARVACINA, come risulta da vari documenti, il più antico dei quali risale al secolo XI, ed anche oggi, parlando in dialetto,
ci si sorprende
a pronunciarlo così.

Albacina:
Il Borgo

Con l'avvento del Feudalesimo, diversi feudatari vi imposero il loro dominio, facendo rispettare le loro leggi (che si rifacevano al codice dei Longobardi, ma che spesso erano le loro conseguenti vessazioni e abusi) ed abolendo quelle municipali di Tuficum, che i discendenti dei Tuficani avevano conservato.
I più importanti di quei signorotti furono i conti Attoni, imparentati con i signori di Cerreto e Matelica.
Non tutto e tutti dipendevano, però, da loro, in quanto anche il Monastero di Valdicastro vi aveva delle proprietà, sia di beni che di uomini.
Nel secolo XI, essendo il Feudalesimo al tramonto e con l'avvento dei Comuni, quello di Fabriano cercò con tutti i mezzi (accordi pacifici e guerricciole) di ampliare la propria giurisdizione, sottomettendo i signorotti dei castelli vicini e ciò avvenne anche con Albacina.
Nell'anno 1109, infatti, Atto di Alarico cedette il castello, di cui era signore, al Comune di Fabriano e, negli anni successivi, è pensabile che sia stata riacquistata l'indipendenza se nel 1211 Gentile di Francesco lo riconsegnò a Fabriano, ricevendo come contropartita l'esenzione dalle tasse!
L'altalena delle conquiste e delle successive perdite non era ancora terminata e nel 1365 Albacina fu tolta al feudatario Alberghetto di Gualtiero Chiavello, il quale, nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini, aveva combattuto a favore dei Ghibellini. Infine, il 18 Novembre 1393, si giurò fedeltà perpetua a Fabriano con atto di «Federico Notaro» e non si venne mai meno al giuramento.
Fabriano concesse una certa vita autonoma al castello, permettendogli di conservare il suo statuto, i magistrati ed un piccolo consiglio, ma impose un suo castellano e tutte le decisioni prese dagli Albacinesi, circa gli interessi pubblici, erano soggette all'approvazione del consiglio comunale del capoluogo. Sul finire del XVIII secolo, Albacina divenne comune «appodiato», ossia con proprio sindaco e consigliere, i quali partecipavano alle riunioni consiliari del Comune di Fabriano ed avevano potere deliberativo sulle decisioni riguardanti la cosa pubblica albacinese e ciò permetteva di autogovernarsi e, quindi, il non dover aspettare il beneplacito altrui per la soluzione dei problemi. Ma nel 1860 tutto ritornò ad essere come era prima ed Albacina è ancora una Frazione del Comune di Fabriano.

@bio NeTwork
2001@  All Rights Reserved