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(23.10.2003) Dietro front, la crisi di governo è rientrata. Ieri i quattro consiglieri di Stato che avevano sollevato venerdì scorso Patrizia Pesenti dalle sue responsabilità nel settore sociale hanno reintegrato con effetto immediato la collega nelle proprie funzioni. Nel giro di sei giorni si è così risanata una inedita frattura istituzionale di sicura gravità. Il gruppo parlamentare socialista ritirerà l'istanza di intervento sul governo presentata domenica scorsa al Gran Consiglio. Si moltiplicano invece le reazioni al preventivo 2004 ( all'origine del conflitto) ed ai tagli che contempla. Accanto alla restituzione alla direttrice del Dss di tutte le proprie competenze il governo unanime, con tutti e cinque i ' ministri', ha pure sottoscritto un nuovo accordo che in particolare rafforza il principio di collegialità e la sua applicazione da parte dei consiglieri di Stato. In che modo? Innanzitutto chiarendo che ogni singolo consigliere deve collaborare all'attuazione di misure e decisioni anche quando non sono condivise. In secondo luogo rendendo i consiglieri meno liberi di esprimersi contro le decisioni del collegio; se si vuole limitando una trasparenza che talora, com'è stato detto ieri, si era trasformata in licenza di conflittualità. Un po' come avviene per il Consiglio federale, si dà oggi un giro di vite a questa libertà di dissenso del singolo consigliere di Stato contro il parere della maggioranza. I casi visti in passato sono stati ad esempio quello dello sgravio fiscale per le società anonime con Martinelli a guidare e vincere il referendum contro la decisione governativa, quello del finanziamento delle scuole private, con Gendotti e Pesenti a guidare l'opposizione alla scelta governativa, battaglia vinta pure questa presso il popolo. O ancora recentemente il comunicato stampa di Borradori e Masoni contro la posizione del governo favorevole al referendum dei cantoni contro il pacchetto fiscale federale, per il quale voteremo in maggio. « Sì in quel caso ho sbagliato, con un atto non corretto » ha detto ieri il presidente del governo Marco Borradori per far capire che da tutte le parti si farà ora un passo indietro in quella che viene vista come una incrinatura del principio collegiale. C'è da dire che da parte dei media in questo passo indietro si vede anche una ridotta trasparenza rispetto a prima, in quanto soprattutto i ministri conoscono bene i dossier e quindi le ragioni e i documenti che sorreggono l'una o l'altra tesi. Sarà dunque rivisto, come ha detto Gendotti, il recente Regolamento sull'organizzazione del Consiglio di Stato che recita all'art. 6, ' Collegialità': « Un membro del Consiglio di Stato può, informandone il Collegio, esprimere le proprie divergenze di voto e di opinione » . Nessuna rotazione dei dipartimenti, invece, ritenuta non solo di difficile applicazione in corso di legislatura, ma anche inopportuna in un momento difficile come l'attuale in cui non ci si possono permettere periodi di apprendistato per consiglieri piazzati in nuovi ambiti di attività. da La Regione 23.10.2003
IL TICINO A RISCHIO di Argante Righetti Il Consiglio di Stato ha deciso venerdì di togliere a Patrizia Pesenti tutti i servizi sociali, molto più della metà del suo Dipartimento. È una decisione di estrema gravità. > continua
RIAPRIRE IL DIBATTITO A SINISTRA L`Affaire Pesenti e le Federali sono una buona occasione per riaprire il dibattito politico fra le forze del <progresso> Vai all`intervista a Indy
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