12 anni dopo Platzspitz

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Dodici anni dopo Platzspitz, dipingere il quadro delle dipendenze nel nostro Cantone e in Svizzera non è complicato: gli uffici Federali preposti non sono avari in statistiche.
In Svizzera le persone più fragili e sensibili, ovvero quelle vittime da dipendenze, sono bel oltre il 20% della popolazione. (in Italia i dati sono confusi ma per difetto di stima, assimilabili a quelli Elvetici)

Oltre il 6% perchè ha problemi di alcolismo, un altro 5% fa un uso smodato, dunque un abuso di farmaci ( psico-farmaci, anti-dolorifici, sonniferi ecc.) e abbiamo una percentuale fisiologica attorno il 4% di poli-tossici: ovvero persone che fanno uso di droghe che mettono in pericolo la vita. (eroina, cocaina, ecstasy, LSD ecc.).
Mentre i dati sono dissonanti relativamente agli estimatori della canapa, secondo l' Ufficio Federale della Sanità sarebbero il 6% ; ma Assocanapa: l'Associazione degli estimatori di canapa Svizzera, sostiene che in realtà il numero degli <afecionados> sarebbe ben oltre il 10% della popolazione. (Italia 8%)

Nel computo ancora non abbiamo immesso coloro che sfuggono alle statistiche e che hanno problemi legati alla dipendenza dal cibo, al tabagismo ed ai <dipendenti da religione> (sette religiose, fanatismo ecc.).
La somma di questi dati oggettivi danno il senso dell'enorme disagio sociale che serpeggia nel nostro per tanti versi ordinatissimo e pulitissimo Paese.
Mentre in Italia, il malessere, dopo l`avvento del governo Berlusconi, è addirittura palpabile...

In uno scenario economico come quello attuale, in cui sempre più si parla di ristrutturazione e globalizzazione, uniti alla cronica mancanza di progettualità politica;  producono solo un ulteriore impoverimento della popolazione, che ha già dovuto ridimensionare notevolmente il proprio tenore di vita.

Nei suoi scritti il sociologo Sabino Acquaviva ci spiega che per aspirare all'agognata felicità, occorre utilizzare gli strumenti di cui disponiamo, per dare forma ad un progetto che per metta la soddisfazione dei bisogni e la sublimazione di quelli non soddisfatti.
E ancora: la felicità è la soddisfazionione simultanea ed intensa di un certo numero di bisogni, tra i quali il bisogno di amare ed essere amati è il più importante.
Se la società non assicura all'individuo la possibilità di vivere queste attese, è una società che ha un programma politico insufficiente...


IL NUMERO DEI TOSSICODIPENDENTI È IN COSTANTE AUMENTO.
La <legalizzazione> della canapa proposta dalla Ministra Ruth Dreyfuss , or sono 3 anni, non è stata altro che una richiesta di regolamentazione, di un diritto civile già acquisito nella pratica quotidiana di una moltitudine di Svizzeri e dalla nostra cultura permissiva relativamente ad alcool e tabacco.
Consentirà inoltre un miglior controllo delle <situazioni a rischio> da parte delle forze dell'ordine.

Nel contesto generale, il numero dei tossicodipendenti in cura  presso centri cosiddetti di recupero è costante e composto al 95% da eroinomani.
I sequestri di eroina da parte delle forze dell'ordine in Europa (Svizzera e Italia compresi), sono in costante aumento, quelli di cocaina sono aumentati in modo esponenziale e le <nuove droghe> (ecstasy, droghe sintetiche, LSD ecc.) sono agli onori delle cronache giornaliere, per numero di sequestri e diffusione nei luoghi frequentati da giovani.
Questa tendenza è costante da dieci anni a questa parte e se ne deduce che è aumentato il numero di consumatori, di sostanze stupefacenti che mettono in pericolo la vita.
E, che sostanzialmente i settori preposti al <recupero> di tossicodipendenti siano fermi all' <epoca dell'eroina>, con un numero fisiologico di utenti che per buona parte sono sempre gli stessi, o figli dei medesimi; o frutto di fattori esterni, relativamente alla maggior offerta di eroina, dovuta alle migrazioni di per esempio: albanesi, kosovari, turchi, colored ecc.
Se l'eroinomane è facilmente reperibile, le nuove generazioni sono cambiate, ne è differente la tipologia e sono trasversali ad ogni categoria sociale.
Non esiste quasi più il tossicodipendente consumatore di una sola sostanza, esistono ora dei
poli-tossici: estimatori di diverse sostanze, alcune anche miscelate fra di loro.

Questi nuovi disperati sfuggono ad ogni controllo e statistica non essendo <dipendenti normali> e nemmeno hanno sino ad oggi, dato più di quel tanto fastidio all'occhio perbenista della nostra società, non essendo identificabili nei soliti clichet di tossico da strada.

Il fenomeno della poli-tossicomania, oltre che da fattori di costume e di mercato, è stato favorito , in parte, anche dalla distribuzione controllata di eroina e di metadone; dopo la dose <istituzionale>, il tossicomane si rifugia, nella maggior parte dei casi in altre sostanze a buon mercato onde raggiungere nuovi <flash> nel corso della giornata.

In Svizzera tedesca la distribuzione controllata di eroina avviene in modalità disastrose, in asettici ambienti piastrellati con tanto di sbarre, dove indolenti funzionari, in guanti di gomma, ben attenti a non avvicinarsi più di quel tanto, provvedono solerti a consegnare il <buco> quotidiano a questi disperati della società.
Vien sì garantita, alla persona più fragile e sensibile la dose quotidiana, ma gli viene rifiutato quello di cui più ha bisogno:
l'esigenza di esistere come essere umano negli occhi di un altro essere umano.
All'uscita di questi
centri di distribuzione (della serie: fuori dalla porta) il grande mercato delle <poli-dipendenze>; il rincorrere il prossimo flash a bon marché, i nuovi mercati a cielo aperto, ben discosti dagli occhi di chi, non ha da vedere... tipicamente Svizzero.

In realtà il sistema sociale che abbiamo, concepito negli anni '60 e realizzato nei successivi vent'anni, è più funzionale a chi la socialità la
esercita come professione, che non per chi, della socialità deve vivere.
Operatori, volontariato, genitori e parenti delle vittime delle droghe e utenti (io preferisco dire le persone più fragili e sensibili della nostra società), dobbiamo in un tutt'uno riunirci in un progetto di speranza... a pari dignità.
Aiutare le persone più fragili e sensibili oggi, non significa - io penso - essere rinunciatari.

Non significa togliere ogni speranza, a chi non ha un vissuto ed un presente che gli consenta di ricostruire, un Futuro degno di questo nome.
Per questo ed altri motivi, mi sono espresso in termini anche assai negativi sull'applicazione della legge <dei quattro pilastri>, sul metadone e sulla distribuzione controllata dell'eroina.
La realtà a volte supera la fantasia più orrida e quando questo avviene
sulle spalle di persone che hanno già una croce più che pesante
è nostro compito reagire.
Indy Stroppa


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